Emergenza casa e taglio operatori socio assistenziali, doppia occupazione al consiglio comunale di Napoli

Tra i lavoratori delle cooperative si è diffusa la voce che venerdì prossimo sarà reso noto l’eventuale fabbisogno di Napoli Servizi, la partecipata che provvederà all’assistenza e potrebbe assorbire solo alcuni di loro, 108 in tutto. I comitati per l’emergenza abitativa invece lamentano il mancato rispetto degli impegni presi dal Comune sulle politiche abitative

Doppia protesta con occupazione del consiglio comunale di Napoli. Sono otto gli uffici occupati tra il secondo e il terzo piano dell’edificio di via Verdi. I primi ad entrare gli operatori sociali, con un blitz ieri sera. Stamattina invece è stato il turno dei comitati per la casa. I lavoratori delle cooperative sociali sono a rischio disoccupazione dopo la scelta del Comune di internalizzare il servizio di assistenza agli alunni disabili. Tra loro si è diffusa la voce che venerdì prossimo sarà reso noto l’eventuale fabbisogno di Napoli Servizi, la partecipata che provvederà all’assistenza e potrebbe assorbire alcuni dei 108 operatori con contratti a tempo determinato. Verrebbe assunta solo una parte dei lavoratori, appunto, e per la durata dell’anno scolastico. Eventualità che scatena la protesta dei dipendenti delle cooperative, di fronte allo spettro della disoccupazione. Annunciano di voler occupare l’edificio a oltranza fino a quando non avranno un incontro con il sindaco o un suo delegato. I comitati per la casa lamentano invece il mancato rispetto degli impegni presi dal Comune sulle politiche abitative.  Un centinaio tra senzatetto, occupanti casa e attivisti del movimento per il diritto all’abitare Magnammece ‘o Pesone chiedono “risposte immediate per le famiglie e i precari in emergenza abitativa”. Tra le richieste: “Una soluzione definitiva per gli sgomberati dell’Ex scuola Belvedere; la risoluzione di una vera trattativa per garantire un tetto agli occupanti casa di piazza Miraglia attaccati dalle inadempienze e dalle mire speculative degli ordini religiosi e dei privati; copertura finanziaria per le delibere comunali per l’emergenza abitativa; un tavolo permanente per soluzioni sull’emergenza abitativa”.

(Foto Magnammece o Pesone/Fb)

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