De Magistris si scontra di nuovo con Saviano: “Fiancheggia chi fa il male di Napoli”

In un’intervista lo scrittore definisce il sindaco “un disastro”. La replica: “Le sue parole sono piombo. Come si fa a non capire che la fotografia è cambiata, come si fa a non capire che è stato tagliato l’ossigeno tra la camorra e la politica”

Saviano vs de Magistris, ci risiamo. In un’intervista a Repubblica lo scrittore torna ad attaccare il sindaco – era un po’ che non lo faceva – e la replica arriva immediata. “Chi dice che Napoli è uguale e che non è cambiato nulla  – dichiara de Magistris a Palazzo San Giacomo – è un fiancheggiatore involontario di chi fa il male della città”. Il sindaco precisa che le sue parole sono una risposta “non solo a Saviano, ma anche a tutti coloro che avrebbero gli strumenti intellettuali per capire che qui si sta facendo una rivoluzione”. Ma è chiaro che de Magistris sale di nuovo sul ring per duellare con l’autore di Gomorra. “Come si fa a non capire  – dice il sindaco – che cosa sta accadendo, come si fa a non capire che la fotografia è cambiata, come si fa a non capire che è stato tagliato l’ossigeno tra la camorra e la politica. Napoli bisogna conoscerla, non basta aver fatto nella propria vita una testimonianza di anticamorra. La lotta – aggiunge – va fatta tutti i giorni perché Napoli ha bisogno di sostegno, ma non al sindaco, ma all’antimafia dei fatti”. Per de Magistris “parole pronunciate da un intellettuale oltre oceano, da chi avrebbe le capacità di analizzare quello che accade, fanno molto male, sono piombo”. A chi attacca la città, il sindaco risponde che Napoli “è diversa, chi dice che è uguale non ha capito nulla. A Napoli – sostiene – tra mille problemi abbiamo salvaguardato i servizi pubblici, scoperchiato Affittopoli, dato seguito al referendum sull’acqua pubblica”. “Questa città – incalza de Magistris – è stata a un centimetro dal crollo, ma noi abbiamo avuto una visione politica e questa città sta cambiando nella testa, nella mentalità e in cinque anni non abbiamo ceduto su alcun compromesso morale né al compromesso politico al ribasso. Abbiamo cacciato l’amo e tagliato il guinzaglio”.

 

 

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