L’ex primo cittadino rilascia un’ampia intervista a *Cronache di Napoli: dall’attacco al “campo largo” al caso del fratello assessore, fino alle stoccate su acqua pubblica, Bagnoli, bradisismo e turistificazione selvaggia. “Pronti a ripartire per ridare anima e diritti alla città”
La campagna elettorale per la guida di Palazzo San Giacomo entra nel vivo e Luigi de Magistris affila le armi per riconquistare la guida della città. In una lunga e articolata intervista concessa a Cronache di Napoli, a firma di Giuseppe Palmieri, l’ex sindaco lancia un attacco a tutto campo contro l’amministrazione guidata da Gaetano Manfredi, accusata di aver consegnato la città ai poteri forti e alla partitocrazia, disconnettendosi dai reali bisogni dei napoletani.
Aperto il dibattito sulle prossime comunali, Luigi de Magistris ha spiegato a Cronache di Napoli la natura del progetto con cui intende ripresentarsi agli elettori: una grande coalizione civica e popolare. “Sto dialogando in primo luogo con la gente, con i napoletani. Il confronto è e sarà con tutti: associazioni, reti civiche, movimenti, organizzazioni sociali, attivisti e fornamzioni politiche. Dobbiamo attivare la connessione tra il popolo e Palazzo San Giacomo”, ha affermato l’ex primo cittadino.
Pur ammettendo che il sindaco uscente Manfredi parte favorito per via della «rete di potere» creata e per l’uso del denaro dei contribuenti per costruire consenso, De Magistris si dice convinto di poter ribaltare i pronostici. Anzi, avverte che l’appoggio indistinto a Manfredi si rivelerà un incubo politico per le forze progressive: “All’interno di dirigenti e militanti del campo largo si aprirà un dibattito, perché sostenere Manfredi può rappresentare un pericoloso boomerang. Il sindaco sente il fiato sul collo e si renderà conto che non sarà una passeggiata nel bosco. Lui mette insieme pezzi di partitocrazia e poteri forti, noi uniamo il popolo senza steccati ideologici”.
Nel corso dell’intervista, l’attenzione si è spostata anche sulle dinamiche politiche territoriali, a partire dalla recente nomina del fratello di De Magistris, Claudio, come assessore nella Sesta Municipalità, guidata dal presidente Sandro Fucito (eletto con il sostegno delle liste di Manfredi).
De Magistris ha tenuto a precisare il quadro dei fatti: “Il presidente Fucito da tempo ha scelto di sostenere l’alternativa a un governo cittadino che sta tradendo la città. Mio fratello Claudio è un attivista politico da molti anni ed è stato determinante nelle nostre campagne vittoriose. È stata una scelta loro, non condivisa con me, ma sono certo che entrambi metteranno grande impegno per i quartieri della Sesta Municipalità”.
In merito al futuro e al dialogo con Roberto Fico, ipotetico candidato o figura chiave della Regione Campania, De Magistris ha dichiarato a Cronache di Napoli di non vedere l’ora di «cooperare istituzionalmente» con l’ex presidente della Camera: “Non mi interessa sapere se Fico farà campagna per Manfredi, ma voglio credere che non utilizzerà le istituzioni regionali e le risorse pubbliche per sostenere un sindaco ormai scaduto”.
Uno dei passaggi più duri dell’intervista rilasciata a Cronache di Napoli riguarda la decisione della giunta Manfredi di trasformare la società di gestione dell’acqua in SpA. Nonostante le rassicurazioni di Comune e sindacati circa il mantenimento del controllo pubblico blindato dallo statuto, De Magistris parla di un vero e proprio “bluff”: “È il più grave tradimento dell’articolo 1 della Costituzione e del referendum del 2011″, ha denunciato con forza l’ex sindaco su Cronache di Napoli. “Noi avevamo realizzato, unici in Italia, un modello invidiato nel mondo con ABC: azienda solida, assunzioni, bilanci in utile, tariffe basse, alta qualità dell’acqua e contrasto alla dispersione. La maggioranza di Manfredi ha usato la furbizia politica di un presunto obbligo di legge per riportare l’acqua sul mercato. È una scelta che provocherà danni enormi”.
Sollecitato da Cronache di Napoli sulla crisi del bradisismo che sta flagellando l’area flegrea e Pozzuoli, De Magistris affonda il colpo sulla gestione delle emergenze e degli sfollati: “Le istituzioni, da quelle nazionali a quelle locali, sono state vergognosamente assenti e sparite dopo l’ultima potente scossa. Non si tratta solo di incapacità o mancanza di attenzione: credo vi sia un preciso disegno politico per favorire l’allontanamento delle popolazioni e realizzare progetti speculativi nell’area flegrea”.
Ampio spazio nell’intervista è stato dedicato alla politica culturale della città. Sebbene Napoli sia teatro di grandi manifestazioni sportive e musicali, De Magistris contesta la modalità con cui queste vengono gestite: “Ma come si fa a governare Napoli senza un assessore alla cultura? Come si fa a privatizzare e recintare la cultura, considerando gli artisti di strada o la cultura popolare accessibile a tutti come un problema di ordine pubblico?”, sferza l’ex primo cittadino dalle colonne di Cronache di Napoli. Secondo De Magistris, a fronte dell’afflusso di fondi pubblici post-Covid, manca una regia unica e si sta assistendo a una progressiva chiusura degli spazi culturali cittadini.
Sulla nuova tappa dell’America’s Cup, De Magistris premette di non essere contrario all’evento, avendolo già portato a Napoli nel 2012 e 2013, ma accusa il governo locale e nazionale di utilizzarlo come paravento per stravolgere il futuro di Bagnoli. Come spiegato dettagliatamente, l’ex sindaco ritiene che i lavori in corso siano devastanti rispetto al piano originario (il PRARU): “Il nostro progetto prevedeva la vera bonifica e non la semplice messa in sicurezza: la rimozione della colmata, la spiaggia totalmente pubblica, il mare balneabile, la riqualificazione del borgo Coroglio, il parco urbano e infrastrutture ad impatto zero. Oggi gli inquinatori diventano benefattori, si prendono i soldi dalla Regione e si cedono i suoli al Governo. È la peggiore operazione di ‘mani sulla città’ degli ultimi 50 anni, ma il processo non è irreversibile: rimedieremo da subito ai danni ambientali e urbanistici fatti da Manfredi”.
In conclusione del suo colloquio con Cronache di Napoli, De Magistris traccia un bilancio impietoso sulla vivibilità urbana e sull’aumento delle disuguaglianze sociali a Napoli: “Manfredi è interessato solo a fare da garante dei poteri forti e a candidarsi come federatore del campo largo. Nel frattempo ha avuto l’indubbia capacità di far diventare il turismo un problema: il divario tra centro e periferie è aumentato, i residenti vengono messi in fuga dal caro affitti e dalla turistificazione incontrollata, e la movida mette contro commercianti e abitanti”.
Infine, l’ex sindaco attacca la gestione dei servizi essenziali: “Dai rifiuti ai trasporti fino al decoro urbano, i servizi sono peggiorati nonostante i fiumi di denaro del PNRR. Inoltre è stato abbandonato il lavoro di squadra ed è tornata una violenza che non si vedeva da anni. Ripartiremo da dove ci eravamo lasciati: con concretezza e visione rimetteremo al centro i diritti costituzionali, la giustizia sociale e l’orgoglio di Napoli”.
