L’ipotesi più immediata prevede l’affidamento della trasmissione a due storici inviati del programma, Giorgio Mottola e Giulio Valesini. Resta tuttavia sullo sfondo il nome caldeggiato dai vertici: Federico Ruffo, dal 2020 al timone di Mi manda Rai3. Un profilo già evocato nelle medesime chat del settembre 2025 come figura ritenuta molto vicina all’esecutivo
Il destino di Sigfrido Ranucci e dello storico programma Report è giunto a un bivio decisivo. Entro la vigilia di Ferragosto, il Comitato Etico della Rai consegnerà all’amministratore delegato Giampaolo Rossi gli esiti dell’indagine interna avviata sul giornalista. Il verdetto, secondo indiscrezioni sempre più accreditate, sarebbe già tracciato: la sospensione dalla conduzione e un drastico ridimensionamento della figura del conduttore all’interno dei palinsesti del servizio pubblico.
Alla base della tempesta ci sono i risvolti investigativi legati all’inchiesta sull’attentato a Campo Ascolano, che vede tra gli accusati l’imprenditore Valter Lavitola. Dall’analisi dei dispositivi informatici sequestrati sarebbero emersi fitti scambi di e-mail, file audio e messaggi di testo tra Ranucci e Lavitola. Tra il materiale condiviso figurerebbero anche documenti aziendali ad uso interno, tra cui una lettera del direttore degli Approfondimenti Paolo Corsini e una circolare organizzativa firmata dallo stesso Rossi.
Per i cinque componenti del Comitato Etico — Delia Gandini, Francesco Spadafora, Felice Ventura, Stefano Coletta e Stefania Pennarola — tali condotte violerebbero gli obblighi di correttezza, trasparenza e tutela dell’immagine della Rai.
Mentre Ranucci si avvicina alla maturazione dei requisiti pensionistici, i vertici aziendali valutano come riorganizzare lo spazio informativo di Rai3 in vista della ripartenza autunnale di novembre.
L’ipotesi più immediata prevede la messa in onda della trasmissione priva di uno studio centrale, trasformandola in un mero contenitore di servizi e inchieste filmate in attesa di una decisione definitiva. Un’altra strada porta alla co-conduzione affidata a due storici inviati del programma, Giorgio Mottola e Giulio Valesini. Resta tuttavia sullo sfondo il nome caldeggiato dai vertici: Federico Ruffo, dal 2020 al timone di Mi manda Rai3. Un profilo già evocato nelle medesime chat del settembre 2025 come figura ritenuta molto vicina all’esecutivo.
L’unico elemento in grado di congelare temporaneamente l’esecuzione del provvedimento è paradossalmente di natura politica. L’aperta presa di posizione di Matteo Salvini a favore della sospensione rischia di trasformare la decisione in un boomerang d’immagine: procedere nell’immediato darebbe l’impressione di una dirigenza appiattita sulle volontà della maggioranza. Per evitare strumentalizzazioni, l’amministratore delegato potrebbe dunque attendere qualche giorno prima di rendere esecutiva la sanzione. Il percorso appare tuttavia segnato.
Alessandro Manna
