Da Roma arrivano risposte, ma la battaglia per la sicurezza del territorio è solo all’inizio
Una delegazione di cittadini provenienti da Bagnoli e dai Campi Flegrei ha incontrato oggi il Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci, a Roma, insieme al prefetto di Napoli, Michele Di Bari. Un incontro cruciale per discutere delle misure di assistenza alla popolazione dell’area, duramente colpita dalle recenti scosse sismiche che hanno aggravato ulteriormente la situazione di paura e incertezza tra gli abitanti. La riunione ha messo in evidenza le criticità legate alla sicurezza, alla gestione degli sfollati e alla necessità di interventi urgenti da parte delle istituzioni.
Al centro dell’incontro, la situazione degli edifici danneggiati e l’urgenza di avviare rapidamente i lavori di adeguamento sismico, un tema particolarmente sentito dalla comunità locale. I cittadini hanno sollecitato una velocizzazione delle procedure burocratiche, nonché un impegno concreto da parte del Governo per ridurre il rischio di speculazioni, soprattutto per quanto riguarda gli affitti. È stato sollevato anche il problema delle difficoltà legate all’accesso ai contributi per l’autonoma sistemazione, oltre alla richiesta di rendere più efficienti le strutture di accoglienza, come l’ex base Nato.
Il Ministro Musumeci ha risposto assicurando che il Governo è già al lavoro per affrontare le problematiche sollevate, sottolineando che le richieste della delegazione sono in fase di valutazione con le autorità locali e il presidente della Regione Campania. L’obiettivo è portare rapidamente le misure al Consiglio dei Ministri, mentre Musumeci ha ricordato gli oltre 500 milioni di euro già stanziati per ridurre i rischi naturali e migliorare la sicurezza del territorio.
“Abbiamo parlato dell’utilizzo della ex base Nato, del rischio di speculazione nella politica degli affitti, della necessità di rendere più snelle le procedure burocratiche per la verifica dell’agibilità degli immobili danneggiati, della necessità di assicurare i servizi essenziali agli anziani, ai disabili ed agli alunni appartenenti a famiglie costrette a sgomberare la propria casa – ha affermato Musumeci – Ho assicurato che il governo Meloni ha già in esame le richieste avanzate dalla delegazione, richieste sulle quali peraltro è in corso un’interlocuzione sia con alcuni sindaci dell’area dei Campi Flegrei e sia con il presidente della Regione Campania. Nei prossimi giorni le misure saranno portate all’attenzione del Consiglio dei ministri.
Ho sintetizzato i provvedimenti di prevenzione strutturale e non adottati nell’ultimo anno e mezzo con una accurata programmazione, finalizzata a ridurre l’esposizione ai rischi naturali di quell’area, del suo patrimonio pubblico e privato, con un impegno finanziario che supera il mezzo miliardo di euro
Tuttavia, i comitati di lotta, che hanno organizzato l’incontro, non si sono accontentati delle promesse e hanno sottolineato l’urgenza di atti concreti. L’assemblea popolare ha sollecitato un impegno immediato da parte del Governo per garantire il ritorno in sicurezza degli sfollati, per ridurre la lunghezza dei tempi per l’adeguamento sismico e per attivare misure rapide per l’accesso ai contributi per l’affitto. La comunità ha anche messo in evidenza la necessità di intervenire sul fenomeno speculativo degli affitti, chiedendo un controllo immediato per evitare ulteriori danni economici alle famiglie già provate dalla situazione di emergenza.
In una nota, i comitati di lotta hanno dichiarato: “Si è tenuto a Roma, nella sede della Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’incontro tra l’assemblea popolare di Bagnoli e dei Campi Flegrei e il Ministro Musumeci, il Prefetto di Napoli e la Protezione Civile. È un importante risultato raggiunto ed ottenuto con la mobilitazione popolare tradotto in riconoscimento e convocazione del Governo. Ma adesso è tempo dei fatti, presto e subito”
Hanno poi aggiunto: “Abbiamo posto formalmente tutte le questioni che ampiamente sono state condivise e pubblicate già nei giorni precedenti da noi abitanti. La prima cosa urgente che abbiamo posto è la garanzia dei tempi abbreviati per l’adeguamento sismico degli edifici sgomberati per il rientro in sicurezza degli sfollati. Abbiamo posto la questione della sistemazione a carico totale dello Stato. C’è un impegno preso, e da verificare, su questo, a cui dovranno corrispondere tempi da rendere più celeri e procedure da snellire urgentemente”
I comitati hanno anche evidenziato che: “Si è posta con urgenza lo sblocco delle procedure per l’accesso al contributo all’affitto per l’autonoma sistemazione così come per i sostegni fiscali e contributivi per le attività chiuse. Su questo ci è stata comunicata la volontà di sbloccare la prima nel breve periodo mentre prevedono risorse per la seconda”
Infine, hanno sottolineato: “Abbiamo evidenziato l’urgenza di calmierare gli affitti per non permettere l’attuale speculazione nei comuni limitrofi. Su questo il Ministero ha riferito al Prefetto che si tratta di un fenomeno da controllare e denunciare. Sulle aree di accoglienza per attrezzarle davvero in tal senso, come l’area Nato, il Prefetto ha dichiarato di verificare la possibilità di allestimento in tal senso”
Gli abitanti dei Campi Flegrei non si limitano a chiedere risposte, ma si sono fatti promotori di un movimento che vuole tenere alta l’attenzione sulle proprie necessità. In una nota, i comitati hanno dichiarato che il loro obiettivo è continuare a mobilitarsi per garantire che le soluzioni siano tempestive ed efficaci. “Ogni passo in avanti è frutto del nostro protagonismo”, affermano, invitando tutti gli sfollati e i residenti a partecipare attivamente alla prossima assemblea di domenica, un incontro decisivo per coordinare le forze locali e fare pressioni per un impegno straordinario per la sicurezza e il benessere della popolazione.
La sfida che si presenta ai cittadini dei Campi Flegrei non è solo quella di affrontare l’emergenza immediata, ma anche di costruire un futuro più sicuro e sostenibile per il territorio. In questo senso, le promesse devono essere seguite da azioni concrete. La mobilitazione continua, con la ferma volontà di ottenere risposte rapide e adeguate a un problema che non può essere più rimandato.
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