Corte d’appello Napoli, tarda il processo e spariscono condannati per terrorismo

La sentenza di primo grado fu emessa nel luglio 2011

La gran parte o forse la totalità degli imputati ha da tempo lasciato l’Italia, alcuni probabilmente prima ancora che si svolgesse il processo in Assise. Eppure sono stati condannati in primo grado perché ritenuti appartenenti o vicini a un gruppo estremista in contatto con islamici salafiti e accusati di associazione con finalità di terrorismo internazionale. Succede al Tribunale di Napoli dove per 10 algerini la sentenza della Corte di Assise fu emessa l’8 luglio 2011 e le motivazioni pubblicate il 25 luglio dell’anno successivo. Come riporta l’Ansa, le pene variarono dai cinque ai due anni di reclusione. Nove invece gli imputati assolti. Ma da allora il processo di appello non è stato ancora fissato. Il pg e i vertici della Corte d’Appello spiegano il ritardo nella fissazione del dibattimento con l’enorme carico che grava sui giudici di secondo grado e sul fatto che si devono necessariamente applicare corsie preferenziali per i processi con imputati detenuti. Nessuno dei 19 algerini che furono processati negli anni scorsi era invece destinatario di provvedimenti cautelari nell’ambito di quel procedimento. Le richieste di custodia avanzate dai pm della sezione antiterrorismo della procura partenopea erano state infatti tutte bocciate sia dal Tribunale del Riesame sia dalla Corte di Cassazione in quanto non erano stati ravvisati i gravi indizi di colpevolezza necessari per l’applicazione di misure cautelari.

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