Coronavirus e divieti, a Napoli lo “struscio” del Vomero non si ferma

In tanti ignorano il mantra di queste ore (“state a casa”). Reazione vitale o comportamento rischioso?

“Evitare assembramenti” è la parola d’ordine in tempo di Coronavirus, declamata nella raffica di decreti del governo, e di ordinanze della Regione. Ma le abitudini sono dure a morire. Così a Napoli, nella zona collinare, non si ferma il rito dello struscio domenicale. Nel cuore del Vomero, tra via Scarlatti e piazza Vanvitelli, l’occhio registra un calo dell’abituale folla. Ma in tanti non rinunciano alla passeggiata, come a prendere il caffè seduti ai tavolini, che dovrebbero attenersi alle nuove norme (almeno un metro di distanziamento tra loro). Non mancano capannelli di persone ed anche qualche, inevitabile, assembramento. Comportamenti leciti. Tuttalpiù capaci di disattendere semplici raccomandazioni, o il mantra strisciante di queste ore (“state a casa”). Una reazione vitale al clima plumbeo di questi giorni. La gente, nonostante tutto, non vuole rinchiudersi nelle proprie abitazioni. Ma la domanda sorge spontanea: le leggi d’emergenza, allora, servono davvero a contenere il contagio?

Gianmaria Roberti

Condividi sui social network
  • gplus
  • pinterest