Consiglio comunale di Napoli, la prima seduta il 18 luglio

Toto nomi per la giunta: a Piscopo la delega di Fucito, prende quota Elena Coccia

Dovrebbe essere il 18 luglio, lunedì della prossima settimana, la data della prima convocazione del consiglio comunale di Napoli, la cui convalida degli eletti è avvenuta questa mattina.

Fino ad allora, la maggioranza guidata dal sindaco Luigi de Magistris, proverà a trovare la quadra su alcune questioni.

Innanzitutto, quella che riguarda la poltrona del presidente del consiglio sulla quale, come già scritto, dovrebbe andare a sedersi Sandro Fucito assessore al Patrimonio uscente. Una ipotesi che non viene né confermata né smentita ma che assume sempre più contorni netti.

Stando alle indiscrezioni, la delega che lascerebbe Fucito potrebbe andare a Carmine Piscopo che ha già quella alla Urbanistica. Le due insieme farebbero dell’architetto napoletano uno degli uomini più “potenti”della squadra del primo cittadino.

Altro nodo da sciogliere, quello delle quote rosa in giunta.

Due sono le lady che dovrebbero fare il loro ingresso nell’esecutivo del Comune di Napoli.

Nonostante le parole di dissenso pronunciate a Santa Chiara, proprio Elena Coccia potrebbe entrare in giunta con una delega alle Pari Opportunità, argomento a lei caro viste le riconosciute capacità di avvocato sempre in difesa dei diritti civili.

Si è tanto parlato di Eleonora de Majo, ma le sue “quotazioni” sembrano essere in discesa nel toto assessori: qualcuno dice che in realtà la giovane compagna di Egidio Giordano non avrebbe intenzione di lasciare lo scranno di via Verdi, qualcun altro che se la scelta ricadesse su di lei nascerebbe qualche malumore di troppo fra le fila degli arancioni che fanno capo alla associazione demA.

Ad ogni modo, pare che la scelta ricadrà comunque su di una delle elette al consiglio comunale: mossa che, se realizzata, porterebbe ad una ulteriore composizione dell’assise di via Verdi visto e considerato che gli assessori dovendo rinunciare alla carica di consiglieri fanno spazio ai non eletti secondo la graduatoria redatta dal Tribunale.

 

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