Concorsone, i neoassunti a Salerno “convocati” per la passerella con De Luca

Manifestazione al Teatro Augusteo col sindaco Napoli e il governatore: la Costituzione impone la neutralità del pubblico impiego, quindi non si comprende il senso dell’evento. O forse sì

I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione (Articolo 97). I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione (Articolo 98). Basterebbero questi due articoli della Costituzione, per delineare il carattere di neutralità del pubblico impiego. E quindi non si comprende il senso di una manifestazione, allestita stamane al teatro Augusteo di Salerno. Sul palco il sindaco Enzo Napoli e il governatore Vincenzo De Luca “nel mio Comune”. In platea, distanziati, 189 vincitori del Concorsone regionale, destinati all’ente municipale di Salerno. Non si comprende l’insolita natura dell’evento, ma se ne nota la – certamente casuale – coincidenza temporale. Siamo in campagna elettorale, e il governatore gira ormai come un globe trotter. “Credo che sia l’operazione sociale più importante fatta nel Mezzogiorno d’Italia – sottolinea con modestia De Luca – da decenni a questa parte, al di là delle chiacchiere”. Il tono è dimesso, la retorica mantiene il basso profilo. Al punto da scacciare, negli ascoltatori, ogni lontana idea di una passerella. “Saranno 10mila giovani laureati e diplomati – spiega il governatore – che avranno la possibilità di lavorare a tempo indeterminato nei Comuni della Campania, alla Corte d’appello di Napoli e Salerno, nelle aziende partecipate, sulla base di un concorso pubblico, trasparente, pulito e rapido. A luglio hanno iniziato a lavorare i primi 2.500 giovani. Questa mattina a Salerno abbiamo un blocco di alcune centinaia di giovani che vengono a lavorare al Comune: a loro ho fatto un appello perché portino nel Comune di Salerno una ventata di entusiasmo, perché non si adeguino al clima di stanchezza e sfiducia che tocca tante volte i funzionari pubblici, soprattutto quando hanno una certa età”. Dall’esempio sono, ovviamente, esclusi i presidenti di Regione.

Gianmaria Roberti

(Foto Vincenzo Napoli/Fb)

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