Concorso EAV, i sindacati chiedono di abolire lo sbarramento del voto

Dubbi anche sul contributo economico di 20 euro come atto di beneficenza

Il Sindacato OR.S.A., con una nota inviata al Presidente dell’EAV, e alla proprietà Regionale, scende in campo per far modificare i requisiti del maxi concorso, bandito proprio dall’EAV, chiedendo di abolire lo sbarramento del voto minimo e cancellando il contributo economico di 20€. Per il sindacato il maxi concorso presenta, una serie di caratteristiche che penalizzano e discriminano una larga fascia di persone, che vi potrebbero partecipare. Il requisito minimo dei voti di laurea e di diploma, richiesto per poter partecipare al concorso, è, come si legge nella nota, uno di questi elementi discriminanti, anche e soprattutto perché lo stesso non è necessario per coloro i quali hanno determinate abilitazioni (ANSF) o patenti (D con CQC), sancendo una disparità per l’accesso ad una selezione che sicuramente porterà a moltissimi ricorsi legali, in linea con la molta giurisprudenza al riguardo e contro le aspettative dei giovani. Stando al sindacato OR.S.A. nulla impedisce all’Azienda di stabilire una “premialità” da attribuire ai punteggi di valutazione in funzione delle votazioni ottenute; altra cosa è impedire, come è stato fatto, in toto l’accesso alla selezione. Ma ancora il contributo economico di 20€ lascia stupiti e perplessi, poiché non viene ritenuto necessario per un’azienda che, sia pur S.r.l., è comunque di proprietà della Regione Campania e quindi di proprietà pubblica. Questa cifra, di 20 euro, che ogni partecipante dovrà versare interamente alla Quanta pare un ulteriore e ben cospicuo compenso alla società privata che gestirà il concorso. La quota, conclude il sindacato nella sua nota, parte da utilizzare come “beneficenza” è descritta poi in maniera nebulosa e non rende certamente merito ai propositi dell’EAV di essere una “Casa di Vetro” in cui tutto è trasparente. Per questo resta, non solo nel sindacato, ma anche in coloro che vogliono presentare la domanda di partecipazione al concorso, la perplessità di voler “obbligare” i partecipanti ad effettuare un atto di beneficenza miscelandolo con le procedure concorsuali.

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