Il diritto previsto dalla legge sul collocamento obbligatorio resta lettera morta.
La legge italiana prevede che i familiari di lavoratori morti sul lavoro abbiano diritto a un impiego nelle aziende pubbliche o partecipate. Nella pratica, questo diritto resta quasi sempre lettera morta. Nel settore edilizio, dove gli infortuni mortali sono più frequenti, le Casse Edili, le Scuole Edili e i Formedil, enti gestiti pariteticamente da sindacati come Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal Uil e dalle associazioni dei costruttori, non hanno mai assunto un familiare di un lavoratore vittima di incidente sul lavoro.
Al contrario, in diverse città, soprattutto in Campania, i posti vengono sistematicamente occupati da parenti di sindacalisti o dirigenti, spesso attraverso bandi e avvisi creati “su misura”, cuciti ad hoc per una persona sola. Un meccanismo che trasforma il collocamento obbligatorio in uno strumento di favoritismo e nepotismo, lasciando le famiglie colpite dal lutto senza alcuna tutela concreta.
Il collocamento obbligatorio, previsto dall’articolo 4 della legge 12 marzo 1999, n. 68 e da norme specifiche per i familiari delle vittime, nasce per garantire sostegno economico e dignità sociale. Nella realtà delle Casse Edili, però, la norma resta spesso carta straccia: i bandi pubblici esistono solo sulla carta, i criteri di selezione sono disegnati in anticipo per favorire amici o parenti dei dirigenti, e le famiglie delle vittime rimangono escluse.
Si tratta di un problema che non è solo legale, ma etico e sociale. La fiducia nelle istituzioni e nei sindacati viene minata, mentre chi dovrebbe tutelare i lavoratori diventa il principale beneficiario di un sistema di favoritismi. Le famiglie dei morti sul lavoro si trovano così davanti a una doppia ingiustizia: la perdita di un proprio caro e l’esclusione da diritti che la legge garantisce.
È urgente che il collocamento obbligatorio smetta di essere una formalità. Servono trasparenza, controlli rigorosi e responsabilità diretta degli enti e dei sindacati, perché il diritto al lavoro dei familiari delle vittime diventi realtà, e non privilegio riservato a pochi.
Alma
