Gli attivisti: “Né con la criminalità, né con l’esercito. Serve attenzione al territorio, non soluzioni semplicistiche”

NAPOLI-“Vivere nelle periferie è difficile”, questo apre il post di alcune ore fa redatto sulla pagina facebook del Comitato Soccavo-Co.S. “Né con la criminalità, né con l’esercito-L’anticamorra ai tempi delle sfilate elettorali” è il titolo che subito salta agli occhi. Una risposta da parte di chi il territorio lo vive, e a quello stesso territorio è legato e per lo stesso si impegna. Le parole riportate rompono, di buon diritto, le notizie di questi giorni riguardanti il clima di tensione che sta segnando il territorio di Fuorigrotta, Soccavo e Rione Traiano; perché la periferia non è solo, ed esclusivamente sinonimo di illegalità, irresponsabilità, malaffare: “Vivere nelle periferie è difficile per la sensazione di ghettizzazione, per la sensazione di essere a tutti gli effetti cittadini di serie B: trasporti pubblici inesistenti, nessun luogo di socialità (se tralasciamo i tavolini dei bar), parchi con l’erba alta e le panchine divelte, piazze di spaccio, la mancanza di tante attenzioni e servizi che sono dati per scontati nelle zone più agiate della città”. I tanti ragazzi che girano armati vivono appieno le conseguenze della crisi sociale che attanaglia quei territori: “esternalizzazione dei servizi e riduzione delle garanzie dei lavoratori”. Pertanto è importante avere risposte dalle istituzioni, le quali si traducono, a fronte di richieste di maggiore legalità e protezione, in una “spietata militarizzazione delle periferie”. Per il Comitato le giuste risposte vanno al di là di soluzioni “semplicistiche di chi non sa e non vuole comprendere certe dinamiche ed è brava solo a puntare il dito”. L’anticamorra è altra cosa: in primis l’attenzione al proprio territorio per il Comitato ha dato giuste soluzioni: recupero del parco in Via Nerva (intitolato a Don Gallo), pulizie di varie aiuole e parchi sparsi per il quartiere, la promozione della campagna contro l’abbandono del Polifunzionale, che in questo periodo sta vedendo una ristrutturazione degli spazi in vista dei bandi per l’assegnazione degli stessi (senza poi dimenticare che a tal proposito per il recupero dello stesso spazio quest’estate è stato organizzato un Festival musicale), l’impegno devoluto alla realizzazione, tra altri, dell’associazione intitolata a Davide Bifolco.

“È dal lavoro quotidiano sui territori, che davvero sorge una lotta contro “il sistema”, perché sottrae materia prima a questa macchina infernale, capitalista e sfruttatrice. È nella creazione di micro esperienze di recupero non solo degli spazi abbandonati, ma soprattutto delle coscienze abbandonate, che noi crediamo si debba sostanziare un’attività anticamorra degna di questo nome. E non nella richiesta di maggiore controllo e militarizzazione, portata avanti da qualche personalità politica in cerca di visibilità e voti a scapito delle zone più disagiate della città”.

Vincenzo Perfetti

(Foto Comitato Soccavo/Fb)

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