Campania, sindaci fedelissimi di De Luca non aprono le scuole

Ancora un attacco al diritto costituzionale allo studio. Otto primi cittadini campani hanno deciso di non aprire il prossimo 7 aprile

Inizia un nuovo “gioco di squadra” tra il governatore della Campania, Vincenzo De Luca e i fedelissimi sindaci “deluchiani” per non aprire le scuole il 7 aprile e aggirare il decreto del presidente del consiglio Mario Draghi che andrà in vigore da domani. Il provvedimento governativo ha legato le mani al Governatore sceriffo, impossibilitato a emettere ordinanze più restrittive rispetto al piano nazionale sul fronte scuola, ma i sindaci possono adottare ordinanze di chiusura. E stando ai soliti bene informati, ci sarebbe stato una fitta consultazione telefonica tra i sindaci e il governatore “sceriffo” per stabilire “orientamento, tattica e strategia politica” e confermare la didattica a distanza .

E nelle ultime ore puntualmente sono arrivati i provvedimenti dei primi cittadini campani. I sindaci di Parete, Alife, Serino, Santa Lucia di Serino, Montemiletto, San Potito Sannitico, Avella, Santa Maria la Carità hanno disposto ordinanze di chiusura delle scuole a partire dal 7 aprire in nome del solito e perenne “stato d’emergenza”. Altri sindaci si accoderanno tra domani e dopodomani. Un nuovo attacco al diritto costituzionale allo studio in Campania nell’indifferenza di tutte le forze politiche e sindacali mentre la didattica a distanza continua a produrre danni devastanti sul piano psicologico, sociale ed economico colpendo migliaia di studenti e le loro famiglie.

Ciro Crescentini

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