«La Regione premia la fedeltà politica e ignora i concorsi pubblici»
La consigliera indipendente Marì Muscarà lancia un duro allarme sul sistema di nomine della Regione Campania, definendolo «un ufficio di collocamento fiduciario» che premia la fedeltà politica a discapito del merito. In un’interrogazione dettagliata presentata alla Giunta regionale, Muscarà denuncia come le recenti nomine dirigenziali – riconducibili alle delibere DGR n. 94/2025, n. 123/2025 e n. 590/2025 – abbiano aggirato i concorsi pubblici, privilegiando candidati già bocciati in passato.
«È inaccettabile che, a pochi mesi dalle elezioni, vengano conferiti incarichi dirigenziali senza alcuna procedura comparativa, senza punteggi, commissioni tecniche o criteri di valutazione», afferma Muscarà. Secondo la consigliera, questo “velo fiduciario” serve esclusivamente a garantire la fedeltà politica dei dirigenti e a mantenere il controllo sulla Giunta e sul Consiglio regionale.
Tra le criticità segnalate, spicca il caso del Capo di Gabinetto della Giunta, Almerina Bove, accusata di cumulare incarichi dirigenziali nell’Avvocatura regionale, in palese conflitto con le norme sulle incompatibilità e sull’imparzialità della difesa legale della Regione. «Una persona che ricopre ruoli fiduciari politici e allo stesso tempo difende la Regione nei tribunali mette a rischio la credibilità delle istituzioni», sottolinea Muscarà.
La consigliera punta anche il dito contro nomine nell’area legale e sanitaria, inclusa la riconferma di dirigenti già coinvolti in scandali gestionali, come il caso dei rifiuti spediti in Tunisia, per il quale a livello internazionale si sono registrati arresti, mentre in Campania i responsabili non solo non hanno subito conseguenze, ma sono stati promossi.
Recenti decisioni del Tribunale amministrativo sembrano darle ragione: tre incarichi dirigenziali sono stati sospesi perché la procedura di nomina è stata giudicata illegittima. «È solo l’inizio. Ho fatto la mia parte in Consiglio, ora spetta alla magistratura assicurare trasparenza e merito. La Campania merita concorsi pubblici veri, non nomine di palazzo», conclude Muscarà.
Le dimissioni annunciate di Almerina Bove confermano, secondo la consigliera, la gravità della situazione e l’incompatibilità dei ruoli: «Quando la politica prevale sul merito, la gestione pubblica perde credibilità. È una lezione che non possiamo più ignorare».
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