Mosca avverte che chi mostra il simbolo entra “nella comunità di chi ha le mani sporche di sangue”
Polemica sui social dopo che Carlo Calenda, leader di Azione, ha mostrato il tatuaggio sul braccio raffigurante lo stemma ucraino. L’ambasciata russa a Roma ha reagito con un post, sostenendo che il gesto rappresenterebbe un legame simbolico con figure storiche ucraine come Simon Petliura, Stepan Bandera e Roman Shukhevych, definiti dall’ente diplomatico “nazionalisti e collaboratori dei nazisti con le mani sporche di sangue”.
Nel messaggio pubblicato online, l’ambasciata invita a riflettere sul significato del simbolo, ricordando che in Russia esiste un detto secondo cui tutti questi leader sarebbero “frutti dello stesso campo”. A corredo del post, l’ente diplomatico ha condiviso una foto storica di Petliura, comandante dell’esercito della Repubblica Ucraina nei primi anni del Novecento, sottolineandone il ruolo controverso per le posizioni antisemitiche e nazionaliste.
Calenda ha replicato su X (ex Twitter) con un messaggio diretto e duro: “Verrete sconfitti. Come è stata sconfitta l’URSS. La libertà alla fine vince sempre sulla tirannia. E se vi mettete paura di un tatuaggio vuol dire che ne siete già consapevoli. #SlavaUkraïni”.
Il gesto e la successiva polemica hanno riaperto il dibattito sul significato dei simboli nazionali e sul loro uso in contesti politici contemporanei, tra memoria storica e identità nazionale.
Red
