Camorra, sequestro da 3 milioni al boss Zazo: sigilli a bar e autorimessa a Fuorigrotta

Tra i beni sequestrati magazzini, un appartamento, alcuni magazzini, quote e patrimoni aziendali di alcune società

Sigilli a beni per un valore da 3 milioni, riconducibili al boss Salvatore Zazo, capo dell’omonima cosca di Fuorigrotta legata ai Mazzarella. La divisione anticrimine della questura di Napoli ha eseguito un decreto di sequestro beni, emesso dal Tribunale di Napoli- sezione misure di prevenzione. Tra i beni sequestrati magazzini, un appartamento, alcuni magazzini, quote e patrimoni aziendali di alcune società, come quelle che gestivano un’autorimessa con sede legale a piazzale Tecchio/viale Kennedy e il bar Pikachu in piazzale Tecchio.

 

ZAZO RITENUTO UNO DEI PIU’ GRANDI FABBRICANTI DI DROGA DELLA CITTA’ – Le risultanze processuali – ricorda una nota della Questura – delineano Zazo quale figura di vertice dell’organizzazione camorristica che fa capo a lui stesso ed emanazione del clan Mazzarella, attivo a Fuorigrotta. L’uomo, parente di Vincenzo Mazzarella, è “uno dei più grossi fabbricanti di droga a Napoli che ha i suoi corrieri direttamente in Colombia e in Perù e gli organizzano i trasporti di eroina e cocaina. Altro settore di influenza di Zazo è quello delle estorsioni”. La polizia ha messo i sigilli a cinque magazzini nel quartiere di Napoli ovest, a un appartamento di 160 metri quadrati, al patrimonio aziendale e alle quote societarie di un’officina meccanica e di due bar. Sequestrata anche una società che si occupa della gestione di approdi, pontili, rimessaggio e riparazione di barche e roulottes nonché un’autorimessa con annesso parcheggio. Sotto sequestro un’auto, una motocicletta e 15 rapporti bancari.

In tutto, beni per circa tre milioni di euro sono stati sequestrati a Salvatore Zazo, considerato personaggio di “elevatissimo spessore criminale” sin dagli anni ’80. Destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare emessa il 27 novembre 2008 dal gip partenopeo per associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, dopo un periodo di latitanza, fu arrestato il 17 gennaio 2009 a Barcellona nell’ambito di un’operazione finalizzata allo smantellamento del clan camorristico che faceva capo a Vincenzo Mazzarella. Il 30 gennaio 2009 l’uomo fu estradato in Italia e condotto in carcere dove si trova tuttora per scontare una pena di 16 anni e otto mesi di reclusione per partecipazione e associazione finalizzata al traffico illecito di droga con una condanna emessa dalla Corte di Appello di Napoli.

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