L’accusa per Aliberti, suo fratello e il suo staff è di associazione di stampo mafioso. Voto di scambio politico-mafioso per la Paolino

SALERNO – E’ presidente della commissione regionale anticamorra e anche indagata per voto di scambio politico elettorale di stampo mafioso. Monica Paolino, consigliere regionale di Forza Italia e moglie del sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti, sollevò polemiche quando il mese scorso fu nominata al vertice del- di certo utilissimo – organismo che si occupa del fenomeno camorristico in seno al consiglio regionale della Campania. All’alba si è vista notificare un avviso di garanzia da carabinieri e la Dia, accomunata al consorte, che invece è indagato per il presunto reato di associazione mafiosa. Un tornado ha investito il Comune di Scafati per l’inchiesta della Dda di Salerno, condotta dal pm Vincenzo Montemurro. Nel registro degli indagati sono iscritti anche i nomi di Nello Aliberti, fratello del primo cittadino, di Giovanni Cozzolino, staffista di Aliberti, e della segretaria comunale, Immacolata Di Saia, originaria di Aversa, che secondo la Procura sarebbe il collegamento tra il sindaco  e l’ex sottosegretario Nicola Cosentino. Anche loro tre sono accusati di associazione mafiosa. E’ in corso una perquisizione negli uffici della Regione al Centro direzionale in uso alla Paolino, designata alla presidenza della commissione anticamorra su indicazione del suo partito, in omaggio alla regola che concede quella poltrona all’opposizione. Senza eccezioni.

 

LE INDAGINI – Le indagini furono avviate dopo l’esplosione di un ordigno rudimentale davanti l’abitazione della sorella e del cognato del consigliere comunale di minoranza Vittorio D’Alessandro, lo scorso 1 novembre.
al Comune sequestrati documenti relativi all’aggiudicazione di appalti pubblici. C’è quello relativo alla realizzazione del polo scolastico comunale, dall’importo di circa 6 milioni di euro. Nel mirino degli inquirenti anche il conferimento di incarichi a tempo determinato ai dirigenti dell’ente e le determine riguardanti i lavori di riqualificazione urbanistica e stradale. Da quanto si apprende, la contestazione di voto di scambio politico-mafioso, mossa a Monica Paolino, è relativa alle ultime regionali del 31 maggio.

 

ALIBERTI E PAOLINO: “FIDUCIA NELLA MAGISTRATURA” – Parole di rammarico per l’inchiesta, ma anche di fiducia negli inquirenti. Questa la reazione di Pasquale Aliberti e Monica Paolino. “Stamattina – afferma la consigliera regionale –  avendo ricevuto una perquisizione domiciliare e presso il mio ufficio in Consiglio Regionale, ho appreso con immenso rammarico e stupore di essere indagata per reati relativi a fatti di cui non sono assolutamente a conoscenza. Sono comunque serena e rimango fiduciosa nell’operato della magistratura”. Una nota dell’amministrazione comunale spiega che il sindaco “stante anche la correttezza del personale operante, si è mostrato molto disponibile offrendo tutte le spiegazioni necessarie relative ai documenti rinvenuti. E’ stata ritirata presso il Comune  – prosegue la nota – la documentazione relativa ad alcuni appalti ma si tratta di carte di poca rilevanza che gli inquirenti hanno comunque ritenuto dover acquisire. Il dott. Pasquale Aliberti è pertanto sereno, mostrandosi, sin da ora, disponibile ad offrire alla magistratura tutti i chiarimenti che dovessero essere necessari ed utili alle indagini”.
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