Camorra e assunzioni, Romeo accusato di concorso esterno

I pm napoletani contestano all’imprenditore di aver assunto persone vicine a clan nella ditta che effettuava le pulizie al Cardarelli

L’ipotesi dei pm è che l’imprenditore abbia assunto persone vicine a un clan nella ditta che effettuava le pulizie dell’ospedale Cardarelli. Alfredo Romeo è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. La contestazione della Procura di Napoli è relativa all’indagine sugli appalti per le pulizia del nosocomio. L’imprenditore avrebbe ricevuto nei giorni scorso un avviso di garanzia emesso dalla Dda di Napoli e a firma dei pm Henry John Woodcock, Celeste Carrano ed Enrica Parascandolo, gli stessi che indagano sul filone degli appalti Consip, in cui Romeo è ancora indagato.

 

 

I LEGALI DI ROMEO: “ACCUSA INFONDATA”  – Con una lunga nota i legali di Romeo, Francesco Carotenuto, Alfredo Sorge e Gianni Vignola, precisano che la contestazione del concorso esterno in associazione mafiosa “nel merito dell’inchiesta sul Cardarelli, non solo si fonda sul presupposto infondato che sia reato mantenere occupati, come previsto dalla legge sul cambio-cantiere, le maestranze del Cardarelli; ma in più – affermano – non tiene conto di una serie di attività, esposti, denunce e comportamenti aziendali tutti tesi a contrastare – in tempi non sospetti e nei fatti – ogni possibile inquinamento di stampo camorristico nei cantieri gestiti dalla Romeo Gestioni. E le carte che mettiamo a disposizione della stampa – e che già sono in possesso di Procura, Prefettura, Anac e Forze dell’Ordine, lo dimostrano oltre ogni dubbio”.

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