Anm, flotta di autobus a pezzi: le immagini che scatenano la rivolta degli autisti

Freni che non funzionano, riscaldamento e porte rotte, gas all’interno del veicolo. Centinaia le segnalazioni all’azienda. Ci sono conducenti che denunciano la presenza di gas di scarico all’interno della vettura

Le foto si commentano da sole. Ecco lo stato del parco-bus dell’Anm, azienda di trasporto locale di proprietà del Comune di Napoli. Mezzi che andrebbero rottamati, sostituiti. Mezzi che costano fior di quattrini per la manutenzione, la riparazione e la sostituzione dei pezzi di ricambio. Mezzi che rappresentano un pericolo per la sicurezza degli autisti, gli utenti, i pedoni e gli automobilisti. Il sindacato di base sostiene che l’azienda di trasporto pubblico non rispetterebbe le normative previste dal codice della strada, le leggi e le circolari ministeriali, in primis il decreto legge numero 388 del 15 luglio 2003. Freni che non funzionano, riscaldamento e porte rotte, gas all’interno del veicolo. Centinaia le segnalazioni all’azienda da parte degli autisti dell’Anm ai dirigenti aziendali. Ci sono autisti ad esempio che denunciano la presenza di gas di scarico all’interno della vettura. Si registrano poi guasti alle luci di posizione, alle porte che non si aprono o che, per assurdo, si aprono durante il tragitto. Ci sono poi pullman che in frenata tendono ad andare a sinistra a causa del malfunzionamento dello sterzo o nei quali non si chiudono i finestrini. Altro problema è quello della pulizia e dell’igiene. Quasi tutte le vetture risultano sporche sia nello spazio riservato ai passeggeri sia in quello dell’autista. Molti pullman sono ricoperti di polvere. Ci sono poi autobus nei quali piove all’interno, altri con il cruscotto danneggiato o senza acqua nei tergicristalli. Il sindacato indipendente, intanto, scende in campo in favore dei lavoratori. L’Usb Campania ribadisce “tutta la sua vicinanza alla lotta intrapresa in queste ore dai lavoratori Anm, ai quali riconosce profonde ragioni e valide motivazioni, a differenza di chi ne prende le distanze, Usb ritiene che le forme di lotta adottate, per quanto possano sembrare estreme, rappresentano l’unica valida soluzione per accendere i reflettori e tentare di “scoperchiare” il calderone sul vaso di Pandora di Anm”. L’Usb chiede il commissariamento di Anm e la revisione del Piano industriale che preveda un reale taglio agli sprechi e dei privilegi e che sia indirizzato al rilancio del servizio erogato, mettendo “realmente in sicurezza” i conti aziendali, attraverso criteri di equità e di trasparenza.

Ciro Crescentini

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