L’Europa è passata dall’affidarsi interamente al gas russo a basso costo a fare affidamento interamente sul costoso GNL degli Stati Uniti.
Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky ha deciso che il gas russo che arriva in Europa non passerà più dall’Ucraina. Decisione assunta su ordine della Nato e dell’attuale presidenza statunitense guidata ancora da Biden.
Un atto irresponsabile che causerà quello che avvenuto nel 2022, ovvero l’aumento dei prezzi delle bollette e dell’inflazione, impoverimento delle famiglie e un duro colpo al sistema industriale. E il prezzo del gas è iniziato a salire toccando i 50 euro a MWh, più del doppio rispetto all’anno scorso. Zelensky ha assunto l’ennesima decisione politica che alimenterà effetti devastanti sul piano economico per l’Italia e altri Paesi europei dopo avere macinato centinaia di miliardi di sostegni sottratti alla sanità e all’istruzione pubblica.
Qualche esempio? Prima del conflitto in Ucraina, la Germania dipendeva per oltre il 50% dal gas russo. Dopo le sanzioni UE e il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream, Berlino ha dovuto fare affidamento sul GNL statunitense, molto più costoso. La perdita del gas russo ha spinto i prezzi energetici alle stelle, causando chiusure industriali e recessione economica nel 2023.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky canta vittoria definendo lo stop al transito del gas “una delle più grandi sconfitte di Mosca”. “Quando Putin ottenne il potere in Russia più di 25 anni fa, il pompaggio annuale di gas attraverso l’Ucraina verso l’Europa era di oltre 130 miliardi di metri cubi. Oggi, il transito del gas russo è pari a 0″.
Solita propagande dell’ex comico. Va ricordato, invece, che come spesso sottolineato in questi quasi 3 anni di guerra e tentativi di isolamento della Russia da parte degli Stati occidentali, Mosca si rivolge altrove per la vendita del suo gas.
A inizio dicembre, a detta del grande colosso russo Gazprom, è stato stabilito un nuovo record di forniture alla Cina con il gasdotto Power of Siberia, anche se non è specificata la quantità.
Significative la reazione di alcuni capi di governo meno propensi alla propaganda belliciste e più obiettivamente vicini alle esigenze e problemi dei cittadini.
“L’interruzione del transito del gas attraverso l’Ucraina avrà un impatto drastico su tutti noi nell’Ue, non solo sulla Federazione Russa”. Lo afferma in un video su Facebook il primo ministro slovacco Robert Fico, uno dei pochi in Europa a rimanere vicino al Cremlino, il quale avverte delle gravi conseguenze dopo che Kiev e Mosca hanno confermato l’interruzione delle forniture di gas russo all’Europa tramite Kiev
Nel frattempo il prezzo del gas naturale sul mercato di Amsterdam, di riferimento per l’Europa, si mantiene sopra la soglia dei 50 euro a mwh.
CiCre
