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Venezuela, il presidente socialista Maduro giura per il terzo mandato: “sono stato eletto dal popolo. Non mi hanno nominato gli Stati Uniti o gli oligarchi”

Redazione by Redazione
11 Gennaio 2025
in Attualità, Notizie correlate
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All’insediamento presente una delegazione italiana della Rete dei Comunisti, Cambiare Rotta, Opposizione Studentesca d’Alternativa

Il rieletto e legittimo presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolas Maduro, a margine della cerimonia del giuramento per il suo terzo mandato, ha invitato tutte le forze politiche, sociali e culturali del paese ad aprire una seria riflessione, un vero dibattito per costruire una riforma costituzionale. “Rendere migliore il Venezuela, renderlo più grande”, è stato uno degli obiettivi che il presidente ha elencato riguardo alla necessità di portare avanti nel 2025 un processo di riforma costituzionale.

Nel suo discorso di insediamento, Maduro ha fatto riferimento al carattere costituzionale del Venezuela del 21° secolo. In questo senso, ha affermato di aver giurato sulla Costituzione scritta e approvata dal popolo, nonostante le cospirazioni dei traditori della patria: “noi siamo gli estensori di questa Costituzione che è nata malgrado gli oligarchi, contro il buon senso delle cospirazioni imperiali”. “Ho giurato con la forza e l’impegno dimostrato in tutti questi anni di lotta”, ha chiarito. “Abbiamo sempre rispettato questa Costituzione perché l’abbiamo scritta con il popolo”, ha ribadito riferendosi al peso dell’impegno cui è stato chiamato per la terza volta, e al potere che rappresenta, che è il potere che la Costituzione gli ha dato, riguardo al quale ha sottolineato che oggi sente più che mai che il potere promana dal popolo: “Il potere che mi danno la Costituzione e questi simboli non mi è stato dato da un governo straniero, né da un presidente straniero, né da un governo gringo”. “Il governo degli Stati Uniti o l’oligarchia non mi hanno nominato presidente”, ha osservato evocando, tra l’altro, la vocazione pacifista e democratica aperta dalla Magna Carta e dal Comandante Chávez, e ha ricordato che il 15 dicembre i venezuelani hanno commemorato i 25 anni della “Costituzione che fonda il carattere bolivariano della nostra Repubblica”.

Maduro ha invocato “un grande dialogo nazionale, che raccolga il consenso di tutto il popolo, e un referendum, come quello voluto in circostanze analoghe da Chavez, che considerava il presidente più democratizzante della vita pubblica venezuelana, affinché il popolo possa dire se è d’accordo o no. “Siamo costituzionali e rispettiamo rigorosamente la nostra Costituzione”, ha poi assicurato riguardo allo svolgimento di elezioni democratiche in un contesto di guerra economica, che prevede 930 sanzioni economiche.

Maduro ha anche annunciato che nel 2025 si terranno tre elezioni costituzionali obbligatorie. Di fronte ai rappresentanti di 125 paesi, Maduro ha poi precisato che le prime elezioni si svolgeranno nell’Assemblea nazionale e che l’assemblea eletta quest’anno entrerà in carica il 5 gennaio 2026, assicurando però che si sta già lavorando alla lista dei candidati a tutti i livelli, poiché queste sono le elezioni che garantiscono la governabilità, la pace e la crescita economica del Venezuela.

Secondo il neoeletto presidente, “è di grande importanza l’appello ad un grande dialogo nazionale per aggiornare la Costituzione vecchia di 25 anni ” e lui tra poche ore firmerà il decreto per avviare il processo di riforma costituzionale, coinvolgendo il maggior numero di settori possibile. “Oggi firmerò il decreto che crea una commissione ampia e rappresentativa per preparare il progetto di riforma costituzionale, per avviare un processo di democratizzazione e definizione del profilo della società e della nuova economia del Venezuela”, ha dichiarato Maduro sottolineando che è necessario lanciare un appello a quanti più settori possibile, affinché le loro opinioni e i loro sogni siano inclusi in questo progetto che mira all’aggiornamento della Magna Carta sulle basi della nuova economia e della nuova società umanistica e democratica da costruire.

Allo stesso modo, ha aggiunto, il cambiamento è necessario che includa la difesa del Paese contro “le nuove minacce tecnologiche e tutta la cultura spazzatura che cerca di distruggere il nucleo della famiglia, distruggere le nostre culture e imporre una deculturazione massiccia”.

Il presidente ha pure confidato di ritenere che l’Assemblea Nazionale abbia “l’autorità politica, morale e costituzionale per essere l’epicentro del dibattito generale di tutto il popolo per costruire il consenso”.


Nicolás Maduro ha poi concluso che una volta raggiunto l’accordo sul progetto attraverso il dialogo multisettoriale, procederà a consegnare il progetto ufficiale di Riforma Costituzionale all’Assemblea Nazionale perchè possa valutarlo e approvarlo.

All’insediamento del Presidente Maduro era presente una delegazione della Rete dei Comunisti, di Cambiare Rotta e dell’Opposizione d’Alternativa Studentesca che hanno diffuso una nota che pubblichiamo integralmente

È stato un onore per la Rete dei Comunisti, Cambiare Rotta e Osa partecipare oggi alla grande manifestazione popolare “Giuro con Maduro”, svoltasi davanti a Palazzo Miraflores e seguita in tutto il Paese da milioni di venezuelani, tra cui le delegazioni internazionali al completo. Una forte dimostrazione di sostegno al percorso rivoluzionario bolivariano, che oggi più che mai vince, convince e si consolida, dentro alle trasformazioni storiche che stanno portando dall’unipolarismo al multipolarismo. Il popolo venezuelano in un momento solenne ha giurato assieme al Presidente per le strade di Caracas, festeggiando la sconfitta del fascismo e i tentativi di destabilizzazione imperialiste e la vittoria rivoluzionaria con canti e balli.

L’orgoglio, la forza, l’allegria che esprime il popolo venezuelano e bolivariano è incredibile. Come ci insegnano i compagni latinoamericani, l’imperialismo occidentale oltre a promuovere il golpismo manu militari, porta avanti scientificamente una guerra mediatica, cognitiva e psicologica, per infondere sconforto, divisione e paura nei popoli che alzano la testa. L’allegria bolivariana e rivoluzionaria di questo popolo è la risposta migliore ai piani dell’imperialismo e all’odio del fascismo.

Il progetto storico di Bolivar e Chavez continua su solide gambe, noi siamo qui, a sostenerlo e difenderlo come sempre nella nostra storia della nostra organizzazione, come dimostrato dell’attenzione ricevuta da parte delle più alte cariche, incluso lo stesso presidente Maduro dal palco di Miraflores, per la nostra presenza.

L’orgoglio popolare, l’organizzazione, la coscienza, l’internazionalismo… sono tante le lezioni che impariamo da questa esperienza e che ci porteremo con noi, ci sarà tempo per approfondire il senso di una giornata storica come quella di oggi, ma intanto oggi ciò che conta è che il Venezuela e tutti i popoli liberi del mondo sono in festa riaffermando la scelta del socialismo del XXI secolo

Tags: Nicolas Madurovenezuela
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