Università: no al numero chiuso per il corso di Medicina e Chirurgia

Oggi i test d’ingresso. 67mila studenti per soli 9700 posti

Il sindacato universitario Link scende in piazza e grida il suo no al numero chiuso per accedere al corso di laurea in Medicina e Chirurgia. La protesta nasce dall’eccessivo numero di studenti che hanno fatto richiesta di partecipazione ai test d’ingresso e all’esiguo numero di posti disponibili. Infatti, oggi, ad affrontare  il test d’ingresso per il corso di Medicina e Chirurgia si sono presentati oltre 67mila studenti e studentesse, per circa 9.700 posti: questo significa che solo uno studente su otto riuscirà accedere al corso. “La grave carenza del numero di posti per l’accesso ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia è inaccettabile  – si legge nella nota inviata dal sindacato universitario – e va a ledere ulteriormente il diritto allo studio, già colpito da un test assolutamente iniquo. Non possiamo trascurare le mancanze di medici e specialisti che già oggi si palesano nel nostro Sistema Sanitario, e che in futuro si aggraveranno notevolmente se non ci sarà un ripensamento delle modalità di accesso al corso di Laurea di Medicina e Chirurgia e del concorso di specialità attraverso l’aumento del numero delle borse e attraverso una programmazione di lungo periodo sui bisogni di salute del nostro Paese”. Una presa di posizione chiara e precisa quella del sindacato Link che ha intenzione di non abbassare la guardia e di proseguire la sua lotta contro l’annullamento del numero chiuso per l’accesso al corso di laurea in Medicina e Chirurgia. “Dopo anni di denunce da parte nostra cadute nel vuoto, anche il Ministero della Salute e le Regioni cominciano a mettere in evidenza la grave carenza di organico negli ospedali – si legge ancora nella nota – e a mettere in discussione i vari ostacoli presenti nel percorso per diventare medici. E’ necessario – concludono i rappresentanti del sindacato Link – che oltre alle dichiarazioni sul riconoscimento dei problemi si individuino soluzioni, riformando il sistema di accesso alla formazione medica, per abolire il numero chiuso, e investendo maggiori risorse nel Sistema Sanitario Nazionale, soprattutto in vista della prossima Legge di Bilancio. Vogliamo l’abolizione del numero chiuso e maggiori finanziamenti per l’università e borse di specializzazione!”

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