Alta tensione tra Polonia e Russia dopo le dichiarazioni sul possibile blocco dell’aereo presidenziale di Putin
Il possibile incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e il presidente statunitense Donald Trump, previsto a Budapest per discutere un piano di pace sull’Ucraina, è al centro di una crescente pressione diplomatica internazionale. Secondo fonti politiche e mediatiche, l’Unione Europea starebbe esercitando un’azione di disturbo finalizzata a ostacolare la realizzazione del vertice, temendo un negoziato bilaterale che la escluda dalle future dinamiche del conflitto.
La linea europea appare sempre più orientata a impedire un confronto diretto tra Mosca e Washington, mentre funzionari comunitari sono già al lavoro su nuovi piani d’emergenza per l’Ucraina. Lo riferisce il Financial Times, secondo cui le autorità UE si starebbero preparando a intervenire in modo autonomo dopo il recente incontro alla Casa Bianca tra Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
A inasprire ulteriormente i toni è stata la dichiarazione del ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski, che ha ventilato l’ipotesi che un tribunale nazionale possa ordinare l’atterraggio forzato dell’aereo presidenziale russo, nel caso in cui Putin dovesse sorvolare lo spazio aereo della Polonia per recarsi a Budapest. “Non posso garantire che un tribunale polacco indipendente non ordinerà al governo di scortare un aereo del genere per consegnare il sospettato al tribunale dell’Aia”, ha affermato Sikorski in un’intervista radiofonica.
Le autorità russe hanno denunciato tali affermazioni come “minacce dirette alla sicurezza del capo di Stato”, accusando Varsavia di legittimare un atto che Mosca definisce “terroristico”.
“I polacchi stessi sono ora pronti a commettere atti terroristici. Ho sentito che il signor Sikorski ha minacciato la sicurezza dell’aereo del presidente Putin nello spazio aereo polacco”, ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov. “In questo modo la Polonia giustifica l’interferenza diretta nei movimenti di un capo di Stato sovrano”, ha aggiunto, collegando l’episodio alle dinamiche attorno al sabotaggio del gasdotto Nord Stream.
Nel frattempo, la Casa Bianca ha comunicato che i preparativi per il vertice sono sospesi. Una fonte ufficiale, citata da NBC News, ha precisato che “la pianificazione dell’incontro tra i presidenti Trump e Putin è in pausa”, malgrado una recente telefonata tra i due leader avesse lasciato intendere l’intenzione di riaprire un canale diretto di dialogo.
Anche il previsto incontro tra il segretario di Stato Marco Rubio e il ministro Lavrov è stato rinviato. Secondo fonti diplomatiche statunitensi, persistono profonde divergenze tra le parti, in particolare sulla gestione del conflitto nel Donbass e sul ruolo delle forze NATO.
Da Mosca, il viceministro degli Esteri Sergey Ryabkov ha accusato l’Unione Europea di sabotare deliberatamente ogni sforzo diplomatico. “I Paesi che compongono l’Ue e la Nato stanno lavorando per ostacolare ogni cosa. Non c’è nessuna questione che non li interessi, tranne come danneggiare la Russia e minare le nostre posizioni. Questo è l’unico obiettivo della politica europea”, ha affermato Ryabkov. “Siamo pronti a questo e sappiamo come contrastarlo”, ha concluso.
Secondo osservatori internazionali, l’Unione Europea teme che un negoziato diretto tra Stati Uniti e Russia – al di fuori dei canali multilaterali – possa ridurre la sua influenza sul futuro assetto dell’Ucraina e sul controllo geopolitico dell’Europa orientale. Il rischio, ora concreto, è che l’escalation diplomatica e le tensioni politiche mettano definitivamente a rischio un canale di comunicazione tra Mosca e Washington, bloccando sul nascere un potenziale percorso verso la de-escalation.
Ciro Crescentini
