L’operazione delle Fiamme Gialle svela la rete dei carburanti illegali: oltre 20 mila tonnellate sequestrate e 937 gestori nei guai.
Mentre le tensioni sui mercati energetici continuano a gravare su famiglie e imprese, il settore dei carburanti si riconferma un terreno fertile per le truffe fiscali e la speculazione. Il bilancio delle operazioni condotte dalla Guardia di Finanza tra il 1° marzo e il 31 luglio di quest’anno, in sinergia con il Garante per la Sorveglianza dei Prezzi, traccia la mappa di un fenomeno sommerso ma capillare lungo la Penisola.
L’azione delle Fiamme Gialle si è sviluppata su due direttrici: da un lato la repressione dell’evasione fiscale e del contrabbando, dall’altro la verifica della trasparenza sui prezzi alla pompa. I numeri testimoniano l’impegno: 1.371 interventi sulle accise hanno condotto alla denuncia di 265 persone, al sequestro di oltre 20 milioni di chilogrammi di prodotti energetici e all’accertamento di consumi in frode per 6,5 milioni di chili. Presso gli impianti stradali, su quasi 3.500 ispezioni sono state riscontrate 2.279 violazioni a carico di 937 gestori, principalmente per l’omessa esposizione dei listini o per discrepanze tra le cifre pubblicizzate e i costi reali.
Camouflage chimico e “designer fuels” Tra i meccanismi più complessi spicca il ricorso ai cosiddetti designer fuels. Si tratta di gasolio o benzina fatti viaggiare dall’Est Europa – spesso via ferrovia – e scortati da documenti che li qualificano falsamente come “oli lubrificanti” o “liquidi anticorrosivi”. Questo artificio burocratico consente di evitare le accise per poi immettere sul mercato nero ingenti volumi di carburante fuorilegge.
Distributori abusivi e pericoli nei condominî Le indagini hanno svelato anche stazioni di servizio del tutto clandestine. Nel foggiano, dietro un supermercato, operava un impianto abusivo che erogava gasolio agricolo a soggetti non autorizzati. A Napoli il carburante di contrabbando veniva stoccato dentro il box di un condominio, con gravi rischi per l’incolumità pubblica. In Liguria, invece, alcuni autotrasportatori prosciugavano le cisterne dei depositi fiscali mediante bypass meccanici e manichetti manomessi.
Società fantasma e contatori alterati Un capitolo rilevante riguarda l’abuso dei carburanti agevolati per agricoltura e riscaldamento. Tra Calabria, Puglia e Veneto sono state scoperte reti criminali che creavano aziende agricole fantasma o fittizie colture in serra per ottenere gasolio scontato da destinare ai camion merci. In Abruzzo, le manomissioni dei contatori durante i fornimenti agli enti pubblici generavano “creste” di prodotto miscelate poi al carburante ordinario. Infine, non sono mancati i sigilli alle colonnine stradali tarate per erogare meno litri di quanti mostrati dal display: un presidio costante a tutela dei consumatori e degli operatori onesti.
Alessandro Manna
