Operazione dei carabinieri del Nas: 19 arresti in carcere e 51 agli arresti domiciliari
Settantuno indagati, tra cui 19 arresti in carcere e 51 agli arresti domiciliari, sono i numeri di un’operazione condotta dai carabinieri del Nas nelle province di Napoli e Salerno. Gli indagati sono gravemente accusati di associazione a delinquere finalizzata al falso ideologico e materiale, corruzione, e truffa aggravata a danno del Servizio Sanitario Nazionale.
Il blitz, iniziato nelle prime ore della mattinata, ha coinvolto medici dipendenti della ASL Napoli 1 Centro, titolari di imprese funebri, e impiegati del Comune di Napoli. Gli accusati sono indiziati di aver messo in atto un vasto sistema di reati che include truffa ai danni del SSN, falso materiale e ideologico commesso da pubblici ufficiali su atti pubblici e certificati amministrativi, nonché peculato e connessioni illecite tra pubblico e privato.
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli e condotta su richiesta del GIP del Tribunale di Napoli, ha portato alla luce una rete criminale ben organizzata, guidata da dirigenti medici e strutturata in modo tale da coinvolgere vari attori: impresari funebri, intermediari nel settore dell’invalidità civile, e dipendenti pubblici.
In cambio di denaro, venivano rilasciati certificati necroscopici falsificati, nei quali si attestava che il decesso fosse avvenuto presso il domicilio del defunto, quando in realtà la documentazione veniva redatta e firmata dal medico legale direttamente negli uffici della ASL di Napoli. Questo processo agevolava le imprese funebri nell’accelerare le pratiche, come la cremazione, senza seguire le normali procedure legali, incluso il prelievo del DNA e l’autorizzazione scritta dei familiari del defunto.
Inoltre, venivano rilasciati falsi certificati medici che attestavano malattie inesistenti, consentendo ai cittadini di ottenere indebitamente i benefici previsti per il parcheggio delle vetture destinate ai disabili.
L’operazione ha coinvolto anche impiegati comunali, che, in cambio di denaro o altri vantaggi, avrebbero rilasciato autorizzazioni irregolari per il trasporto e la cremazione delle salme, violando in modo sistematico le normative e senza alcuna verifica reale del decesso.
Infine, i medici indagati sono accusati di truffa aggravata per essersi allontanati ingiustificatamente dal posto di lavoro, pur attestando falsamente la propria presenza in servizio
CiCre
