Stragi Bruxelles, si aggrava bilancio. Granchio indagini: non è Cheffou “l’uomo col cappello”

Scarcerato per mancanza di prove il giornalista free lance sospettato di essere il terzo componente del commando stragista all’aeroporto. Le vittime salgono a 35 dopo il decesso di altri 4 feriti

Tutto da rifare nella caccia all’uomo col cappello. E’ stato rilasciato per mancanza di prove Faycal Cheffou, il reporter sospettato di essere il terzo componente del commando stragista all’aeroporto di Zaventem.

La Polizia belga sta ancora dando la caccia all'”uomo con il cappello” che compare nelle foto degli attentatori di Zaventem. Gli inquirenti hanno postato un video sul proprio sito chiedendo a tutti di informare nel caso in cui venga riconosciuto. Nei giorni scorsi, i media avevano identificato l’uomo con il giornalista freelance Fayçal Cheffou, tra gli arrestati giovedì scorso. Su si lui resterebbero tutte le accuse contestate: partecipazione ad attività terroristiche, omicidio e tentato omicidio terrorista.

 

SI AGGRAVA BILANCIO ATTENTATI – Si aggrava il bilancio dei tragici attentati di martedì scorso: altri quattro feriti sono morti negli ospedali di Bruxelles, il totale è di 35 vittime. Finora identificati 28 corpi. Intanto la procura belga ha confermato gli arresti per altri tre terroristi. Si tratta di Yassine A., Mohamed B. e Aboubaker O., arrestati nei raid di giovedì scorso a Bruxelles e ad Anversa.

 

EL BAKRAOUI USO’ L’IDENTITà DI UN CALCIATORE DELL’INTER – E’ un belga di origini marocchine, dal 1° dicembre 2015 è in forza al Fc Schaerbeek la squadra del quartiere in cui vivevano i due fratelli kamikaze degli attentati all’aeroporto e alla metropolitana di Bruxelles. Khalid El Bakraoui, il terrorista che si è fatto saltare nella metro, ha usato l’identità di Ibrahim Maaroufi, ex calciatore dell’Inter, per affittare un appartamento divenuto un covo del commando delle stragi. La notizia è diffusa da Sky TG24. Maaroufi disputò due stagioni nel club nerazzurro tra 2006 e 2008. Khalid El Bakraoui è transitato dall’Italia a fine luglio 2015, prima di raggiungere Atene. Il 9 dicembre dello scorso anno la polizia belga ha effettuato una perquisizione. Nell’abitazione gli agenti non hanno trovato né armi né esplosivo, ma le impronte digitali della mente delle stragi in Francia Abaaoud e di Bilal Hadfi, il giovane terrorista che si è fatto esplodere a Parigi all’esterno dello Stade de France.

 

 

Condividi sui social network
  • gplus
  • pinterest