Baristi, camerieri e cuochi in presidio permanente per difendere il loro posto di lavoro dopo 30 anni di servizio
I 28 lavoratori del Burger King della stazione ferroviaria di Napoli Centrale continuano ad occupare la loro ex sede di lavoro dopo la decisione assunta dall’azienda Cigar 1, che gestisce il Burger King in franchising, di chiudere i battenti dopo trent’anni di attività. La decisione di cessare l’attività ha scatenato la ferma protesta dei dipendenti impiegati nei punti di ristoro della stazione, tra cui baristi, camerieri e cuochi. Inevitabile la scelta di occupare la struttura, chiedendo una soluzione che eviti la perdita dei loro posti di lavoro.
L’azienda Cigar 1 ha attivato la procedura di mobilità prevista dalla legge 223/91. Questa procedura, che prevede una serie di adempimenti nell’arco di 120 giorni al termine dei quali saranno avviate le notifiche che ufficializzeranno i licenziamenti.
Un presidio di protesta e la richiesta di ricollocazione
In risposta alla decisione dell’azienda, i lavoratori hanno deciso di rimanere in presidio permanente davanti alla sede del Burger King, continuando a protestare contro quella che considerano una scelta ingiusta e irragionevole. La chiusura del punto di ristoro, oltre a rappresentare la fine di un lungo periodo di servizio per i dipendenti, mette in discussione anche il futuro di decine di famiglie che dipendono dal loro reddito.
La protesta, supportata dai sindacati Cgil e Uil, ha lo scopo di fare pressione sulle autorità e sull’azienda per trovare una soluzione che permetta la ricollocazione dei lavoratori. In particolare, i sindacati chiedono che i dipendenti vengano riassorbiti nelle nuove attività che si insedieranno nella stazione di Napoli Centrale, nell’ambito dei lavori di ristrutturazione in corso.

La ristrutturazione della stazione ferroviaria di Napoli
La stazione ferroviaria di Napoli Centrale è in fase di ristrutturazione, con nuovi spazi commerciali in progetto. Questo potrebbe rappresentare una chance per evitare la perdita di posti di lavoro, soprattutto considerando che Grandi Stazioni Rail, il gruppo delle Ferrovie dello Stato che gestisce la stazione, è l’ente appaltante responsabile della ristrutturazione degli spazi. Le organizzazioni sindacali Cgil e Uil di categoria stanno facendo pressioni su Grandi Stazioni affinché intervenga per garantire che i lavoratori licenziati vengano ricollocati nelle nuove attività che subentreranno nei locali una volta terminati i lavori.
In questo scenario, la sensibilizzazione dell’ente pubblico appaltante potrebbe fare la differenza, garantendo un futuro lavorativo a chi ha lavorato per decenni al servizio dei viaggiatori. La speranza è che Grandi Stazioni prenda in considerazione il riassorbimento dei dipendenti, evitando così che la chiusura del punto di ristoro si trasformi in una crisi occupazionale per i lavoratori.
Appello alle Istituzioni Locali: sostegno al reddito per i lavoratori licenziati
Nel frattempo, la protesta si fa sempre più accesa, e i sindacati chiedono un intervento immediato delle istituzioni locali. In particolare, è stato richiesto il supporto della Prefettura di Napoli e della Regione Campania per garantire un sostegno al reddito per i lavoratori, almeno fino a quando non verranno ricollocati nelle nuove attività. Un intervento che, secondo le organizzazioni sindacali, è fondamentale per sostenere le famiglie dei lavoratori, che rischiano di trovarsi senza un reddito stabile dopo tanti anni di servizio.
Il presidio continuerà finché non verranno trovate soluzioni concrete, con l’obiettivo di tutelare i diritti dei lavoratori e garantire la continuità dei servizi offerti alla clientela della stazione di Napoli Centrale.
Ciro Crescentini

