Scuola: molti prof non vogliono tornare in aula, chiedono di lavorare da casa

Il Ministero dell’Istruzione: “evitare allarmismi”

Oltre 400 mila tra insegnanti, amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici, over 55, cosiddetti “fragili”, ovvero coloro che sarebbero affetti da più patologie contemporaneamente,  non vogliono tornare in aula. Sostenuti da alcuni sindacati, rivendicano lo  smart working(lavoro da casa) la  didattica a distanza e  cercano di dimostrare che tornare a scuola sarebbe estremamente pericoloso per la loro salute. Il problema principale è che lo smart working, per i docenti, è impraticabile. Ad esempio, chi si occuperebbe di tenere d’occhio gli alunni mentre l’insegnante è collegato da casa? E Fino ad oggi il governo non ha presentato proposte per individuare  forme di prepensionamento, aspettativa o congedo volontario per il  personale scolastico che soffre di patologie e fragilità sanitarie provvedendo ad assunzioni massicce di giovani lavoratori  riducendo drasticamente e definitivamente il precariato e  miglioramento le condizioni lavorative del settore scolastico. Il Ministero dell’Istruzione, per ora, si è limitato a diramare un comunicato in cui sottolinea che ‘sono in corso specifici approfondimenti’: in ogni caso si invita ‘ad evitare allarmismi’.

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