Nel capoluogo partenopeo la piazza si è riempita di migliaia di persone
Una giornata di mobilitazione che ha attraversato 79 piazze italiane, con Napoli tra le città in cui la partecipazione è stata più significativa. È questo il bilancio tracciato da Domenico Quintavalle, componente dell’Esecutivo nazionale Cobas, che sottolinea il valore della grande adesione allo sciopero e, soprattutto, la forte presenza delle giovani generazioni.
Nel capoluogo partenopeo la piazza si è riempita di migliaia di persone, dando vita a una manifestazione caratterizzata da partecipazione, determinazione e voglia di far sentire la propria voce. Un corteo e una mobilitazione che hanno restituito l’immagine di una città tutt’altro che rassegnata, capace ancora di scendere in strada per esprimere dissenso, disagio e rivendicazioni.
A colpire particolarmente, secondo Quintavalle, è stata la presenza di tanti giovani, protagonisti di una giornata nella quale hanno trovato spazio il malcontento, le inquietudini e il desiderio di essere ascoltati. Una partecipazione che rappresenta un segnale importante, perché dimostra come una parte significativa delle nuove generazioni non abbia intenzione di restare ai margini della vita sociale e politica del Paese. «C’è ancora una generazione che non si rassegna, che prende parola, che sceglie di esserci e di non restare a guardare», osserva Quintavalle, individuando proprio nell’impegno e nella partecipazione dei giovani uno degli elementi più significativi della mobilitazione.
Per il rappresentante nazionale dei Cobas, dunque, lo sciopero non è stato soltanto un momento di protesta, ma anche un’occasione per riaffermare il valore della partecipazione collettiva e della possibilità di costruire nuove forme di protagonismo sociale. Una piazza viva, quella napoletana, che ha mostrato come il bisogno di cambiamento e la volontà di far sentire la propria voce siano ancora fortemente presenti.
Da qui la riflessione conclusiva di Quintavalle, che affida a poche parole il significato della giornata: « il vento soffia ancora». Un messaggio che vuole essere soprattutto un segnale di fiducia e di speranza, nel riconoscimento di una generazione che continua a mobilitarsi, a interrogarsi sul proprio futuro e a chiedere di essere protagonista.
