Dramma durante un’attività addestrativa nell’ambito della missione Eufor Althea. Tra le vittime anche due appartenenti al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa. Aperta l’inchiesta per chiarire le cause dello schianto
Un volo che doveva rientrare nelle normali attività di addestramento si è trasformato in una tragedia. Un elicottero militare italiano CH-47 Chinook, impegnato nella missione internazionale Eufor Althea in Bosnia-Erzegovina, è precipitato nella zona di Gorice, nei pressi di Brčko, nel nord-est del Paese. Il bilancio comunicato dal ministro della Difesa Guido Crosetto è drammatico: quattro morti e undici feriti. Per questi ultimi, secondo quanto riferito dal ministro, non ci sarebbe attualmente pericolo di vita.
A perdere la vita sono stati due militari dell’Esercito Italiano e due appartenenti al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana. Una notizia che ha gettato nello sconforto le istituzioni e le famiglie delle vittime, mentre i soccorritori e il personale sanitario sono intervenuti per prestare assistenza ai feriti.
Crosetto: «Dolore immenso per i nostri caduti»
Il ministro della Difesa ha espresso il cordoglio proprio e dell’intero comparto militare, rivolgendo un pensiero alle famiglie colpite dalla tragedia. «Non esistono parole capaci di colmare una perdita così grande», ha dichiarato Crosetto, sottolineando la gravità di quanto accaduto.
Per garantire ai feriti un’assistenza adeguata, la Difesa ha disposto l’invio di un’équipe medica italiana. L’obiettivo è assicurare cure tempestive e il massimo supporto sanitario alle persone coinvolte nello schianto.
Soccorsi e verifiche dopo lo schianto
Anche il comando di Eufor ha confermato l’incidente, riferendo che il velivolo italiano è precipitato nell’area di Brčko e che diversi membri del personale hanno perso la vita o riportato gravi lesioni.
Il sindaco di Brčko, Siniša Milić, ha fornito ulteriori informazioni sulle operazioni di soccorso, spiegando che i feriti sono stati assistiti presso l’ospedale locale e che era previsto il trasferimento in altre strutture sanitarie della zona. Nelle prime ricostruzioni sono circolate anche notizie su possibili vittime civili, un elemento che richiede ulteriori conferme ufficiali.
Restano da chiarire le circostanze esatte dell’incidente. Le autorità competenti dovranno ricostruire le fasi precedenti alla caduta, verificare le condizioni del mezzo e accertare eventuali responsabilità. Solo al termine degli accertamenti potranno emergere risposte definitive.
Intanto, dietro i numeri di questa tragedia restano quattro vite spezzate e undici persone impegnate in un difficile percorso di recupero. Per le famiglie delle vittime comincia il momento più doloroso, mentre l’Italia attende di conoscere la verità su quanto accaduto in Bosnia.
Alessandro Manna
