Usb chiama a raccolta lavoratori, portuali e studenti: stop a treni, aerei, scuola e sanità per chiedere salari più alti e taglio alle spese militari
Salari rosicchiati da un’inflazione implacabile, bollette d’oro, sanità pubblica allo stremo e una spesa militare che continua a salire. Di fronte a questo scenario, la risposta non poteva che essere una mobilitazione di massa. Venerdì 30 ottobre l’Italia si ferma per lo sciopero generale nazionale proclamato dall’Unione Sindacale di Base (Usb) insieme ad altre sigle del sindacalismo autonomo e indipendente, come Usi-Cit, Cub, Fisi e Flmuniti-Cub, Cobas, Sicobas autorganizzati. Un blocco sindacale e sociale che attraverserà il Paese da Nord a Sud, coinvolgendo trasporti, scuola, sanità, logistica e servizi pubblici per dire un no fermo all’economia di guerra del Governo Meloni e allo smantellamento industriale del Paese.
La protesta non vive soltanto nei luoghi di lavoro, ma si fa corpo e voce nelle strade con un’impressionante mappa di cortei che attraverserà oltre quaranta città. La mobilitazione internazionale dei portuali si salderà con la spinta delle piazze italiane fin dalle prime ore del mattino. Al Nord, in Friuli Venezia Giulia il punto di raccolta sarà a Trieste alle 9:00 al Varco 4 del Punto Franco Nuovo, mentre in Veneto l’appuntamento è a Padova alle 8:00 alla stazione ferroviaria. Il Piemonte vedrà scendere in piazza Torino alle 9:30 in Piazza Palazzo di Città, Novara alla stessa ora in Piazza Cavour e Verbania nel pomeriggio, alle 17:00 in Piazza Ranzoni. In Lombardia i lavoratori si ritroveranno a Milano alle 10:00 in Piazza Duca d’Aosta, a Brescia alle 9:00 alla stazione della metropolitana San Faustino e a Bergamo alle 17:00 in Piazza Gaza, a Porta Nuova.
In Liguria la tensione sui varchi portuali si farà sentire a Genova con il doppio presidio delle 9:30 al Varco Albertazzi e delle 10:00 alla Stazione Principe, affiancato dalle manifestazioni di Imperia alle 9:30 in Piazza Ulisse Calvi e di La Spezia, allo stesso orario davanti alla Prefettura. Spostandosi in Emilia-Romagna, Piacenza partirà alle 8:00 dal parcheggio Cheope, Bologna si radunerà alle 9:30 in Piazza Maggiore e Rimini alle 9:00 all’Arco d’Augusto. A Ravenna la giornata sarà articolata in più tappe: preconcentramento alle 9:00 in Piazza del Popolo, concentramento alle 10:00 in Darsena con partenza del corteo verso Marina di Porto alle 11:00, seguito dal pranzo sociale e da un secondo corteo alle 14:00 da Piazzale della Marina.
La Toscana sarà uno dei cuori pulsanti dello sciopero con ben sette appuntamenti: si parte all’alba a Carrara alle 6:00 al porto e a Livorno alla rotatoria Ponte Penova (con un secondo concentramento livornese alle 9:00 in Piazza Cavour). Alle 9:00 si manifesterà anche a Pisa in Piazza Gaza e a Siena al terminal bus di Pescaia, mentre alle 10:00 a Firenze ci si ritroverà in Piazza Bambine e Bambini di Beslan. Il pomeriggio toscano vedrà poi scendere in piazza Piombino alle 16:00 a Piazzale Premuda e Massa alle 17:00 in Piazza Garibaldi.
Scendendo lungo la penisola, le Marche risponderanno ad Ancona alle 10:30 in Corso Carlo Alberto, mentre l’Umbria vedrà il ritrovo a Perugia alle 8:30 in Piazza Partigiani. Nel Lazio la protesta convergerà su Roma alle 10:30 in Piazza dei Cinquecento e a Civitavecchia alle 9:00 in Corso Centocelle, davanti al Teatro Traiano. L’Abruzzo manifesterà a Pescara alle 10:00 in Piazza Italia, e il Molise risponderà a Campobasso alle 9:00 in Piazza San Francesco.
Il Mezzogiorno si mobiliterà in massa. In Campania appuntamento a Napoli alle 9:30 in Piazza Mancini e a Benevento allo stesso orario in Piazza Vittoria Colonna. La Basilicata convergerà su Potenza alle 9:00 in Piazza Cagliari, mentre in Puglia i cortei partiranno alle 9:00 da Lecce a Porta Napoli e alle 9:30 da Bari in Piazza Prefettura. La Calabria scenderà in strada alle 9:00 a Cosenza in Piazza Loreto e a Reggio Calabria in Piazza De Nava. Le isole non saranno da meno: in Sicilia appuntamenti a Palermo alle 9:00 in Piazza Politeama, a Catania alle 9:30 al porto e a Ragusa alle 17:00 in Piazza dei Marinai. In Sardegna infine si manifesterà a Nuoro alle 9:00 in Via Dante, a Sassari alle 9:30 in Piazza San Vincenzo e a Cagliari alle 9:30 in Piazza Garibaldi, da dove partirà il corteo diretto verso il porto.
Tutto questo si fermerà mentre i settori chiave del Paese incroceranno le braccia: dai treni (bloccati dalle 21:00 del 29 ottobre per 24 ore) agli aerei, dai bus alle autostrade, fino ai taxi, alla scuola e alla sanità, dove saranno garantite solo le urgenze. La giornata del 30 ottobre si prefigura così come una grande scossa popolare: bloccare tutto per rivendicare salari dignitosi, servizi pubblici forti e lo stop immediato alle politiche di riarmo.
Ciro Crescentini
