Russiagate, Trump ammette di essere indagato ma è giallo sul tweet al veleno

Il presidente americano: “Sono indagato per aver licenziato il direttore dell’Fbi dall’uomo che mi ha detto di licenziare il direttore dell’Fbi. Caccia alle streghe!”. Potrebbe riferirsi al procuratore speciale Mueller, oppure al vice ministro della Giustizia, Rod Rosenstein

Ammette di essere indagato, ma attacca chi lo indaga, in un cortocircuito più italiano che americano. “Sono indagato per aver licenziato il direttore dell’Fbi dall’uomo che mi ha detto di licenziare il direttore dell’Fbi. Caccia alle streghe!” scrive Donald Trump su Twitter. L’attacco sarebbe al procuratore speciale Robert Mueller, che indaga sul Russiagate. Ma secondo altre interpretazioni, il tweet al veleno del presidente sarebbe per il vice ministro della Giustizia, Rod Rosenstein, che supervisiona tutte le questioni relative al Russiagate da quando il ministro Jeff Sessions si è ricusato, in quanto coinvolto nel presunto scandalo. In questo ruolo, Rosenstein ha firmato prima la lettera in cui si raccomandava a Trump il licenziamento di Comey e poi ha deciso la nomina di Mueller. Ma il presidente-twittatore ha anche altri bersagli: i media-fake news, tanto per cambiare, che “odiano quando uso quello che si è dimostrato il mio potente account social media – più di 100 milioni di persone! posso aggirarli”. E in un crescendo compulsivo, Trump scrive rabbioso: “Nonostante la caccia alle streghe che sta avvenendo in America, i numeri dell’economia e del lavoro sono ottimi. La restrizioni calano, il lavoro e l’entusiasmo salgono”. Intanto, non c’è solo il magnate nel mirino dell’indagine: il Washington Post, che cita “fonti investigative”, conferma che gli inquirenti valutano il ruolo del genero Jared Kushner.

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