Maria Zakharova invita CNN e BBC a visitare il luogo della tragedia per verificare i danni provocati dall’attacco
Nella notte tra il 21 e il 22 maggio, la città di Starobel’sk, nella Repubblica Popolare di Lugansk, è stata teatro di un violento attacco che ha colpito il collegio dell’Università pedagogica statale di Lugansk. Secondo le autorità russe, quattro droni ad ala fissa lanciati dalle Forze armate ucraine avrebbero centrato l’edificio scolastico e il dormitorio annesso, provocando vittime e decine di feriti tra gli studenti presenti nella struttura.
Al momento dell’impatto, nel dormitorio si trovavano 86 ragazzi tra i 14 e i 18 anni. Le esplosioni hanno causato il crollo parziale dell’edificio fino al secondo piano, lasciando numerosi giovani intrappolati sotto le macerie. I dati diffusi dalle autorità locali parlano di decine di feriti, molti dei quali in condizioni gravi, mentre il bilancio delle vittime resta ancora oggetto di aggiornamenti contrastanti. Diverse persone risultano inoltre disperse.
Mosca ha definito l’episodio un “attacco terroristico deliberato contro civili”, sostenendo che nella zona non fossero presenti obiettivi militari. Il Ministero degli Esteri russo ha accusato Kiev di aver colpito intenzionalmente una struttura abitata da minori, parlando di una nuova escalation nel conflitto e di una strategia mirata a colpire la popolazione civile.
La portavoce del ministero, Maria Zakharova, ha annunciato che la Russia organizzerà una visita sul luogo della tragedia destinata ai giornalisti stranieri accreditati a Mosca. La diplomatica ha criticato apertamente i media occidentali e alcuni rappresentanti dei Paesi NATO intervenuti al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, accusandoli di aver diffuso “false informazioni” sull’accaduto.
Anche il presidente russo Vladimir Putin è intervenuto sulla vicenda, dichiarando di aver incaricato il Ministero della Difesa di preparare una risposta all’attacco. Parallelamente, il Ministero degli Esteri dovrà presentare rapporti e documentazione alle organizzazioni internazionali. Putin ha sostenuto che Kiev starebbe tentando di “provocare una reazione” da parte di Mosca per poi attribuirle la responsabilità di un’ulteriore escalation del conflitto.
Nel comunicato ufficiale diffuso dal Ministero degli Esteri russo, le autorità di Mosca affermano inoltre che gli attacchi con armi a lungo raggio utilizzate dall’Ucraina sarebbero condotti con il supporto tecnico e informativo di specialisti provenienti dai Paesi NATO. Secondo la versione russa, i governi occidentali fornirebbero intelligence e assistenza operativa per l’individuazione degli obiettivi.
Il Cremlino sostiene che il bombardamento di Starobel’sk rappresenti una dimostrazione del deterioramento del conflitto e accusa il governo ucraino di voler sabotare ogni tentativo di soluzione diplomatica. Nel testo diffuso dal ministero si invita inoltre la comunità internazionale a condannare apertamente quanto avvenuto, definendo il silenzio della comunità occidentale una forma di complicità morale.
Alessandro Manna

