Renzi, da “la mia scorta è la gente” alla blindatura: “Va protetto, è leader della 6° potenza mondiale”

Alfano a Napoli respinge le critiche all’imponente apparato di sicurezza del premier, formulate dal sindaco de Magistris: “Il premier è refrattario a queste forme di tutela ma è una personalità politica di vertice, molto esposta”

Ricordate il Renzi premier all’esordio? “No, guardate, a me la scorta non mi garba, non la voglio, grazie. La mia scorta è la gente”. Il presidente del consiglio, ad inizio mandato, ostentava insofferenza per la vita blindata. Ma dopo due anni di contestazioni e manganellate ai manifestanti, si è capito che “la gente” non è proprio il soggetto adatto a guardargli le spalle. E allora via con imponenti schieramenti di agenti antisommossa ad ogni uscita pubblica del premier. Renzi ci ha ripensato? Alfano a Napoli spiega cosa è accaduto. “Noi siamo contro ogni provincialismo – premette guardingo il ministro degli Interni- . Il presidente del Consiglio è a capo del governo della sesta potenza industriale del mondo e va tutelato e protetto con tutti i mezzi di cui lo Stato dispone. Anzi il presidente del Consiglio è refrattario a queste forme di tutela”. Il titolare del Viminale è in prefettura per la consegna della Stella al Merito ai 66 Maestri del lavoro. I cronisti gli riferiscono delle critiche del sindaco de Magistris sulla scorta a Renzi. Ma il premier “è una personalità politica di vertice, molto esposta, e – insiste Alfano – le misure di sicurezza vanno a prevenire. Se poi gli accadesse qualcosa vorrei sapere cosa direbbero quelli che oggi dicono che la scorta è numerosa”.

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