Presutto presenta un’interrogazione sulla tutela della salute della zona orientate di Napoli

Il documento firmato anche da altri 49 senatori del Movimento 5 Stelle

Tutela dell’ambiente della salute dei cittadini della zona orientale di Napoli. E’ questo quello che è stato chiesto dal senatore partenopeo Vincenzo Presutto (M5s), in un’interrogazione firmata in queste ore e destinata ai ministri dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Sergio Costa, e della Salute, Giulia Grillo. L’interrogazione oltre a Presutto che è primo firmatario vede l’adesione anche di altri 49 senatori del Movimento 5 stelle. Si chiede che si tuteli l’ambiente e la salute dei cittadini della zona orientale di Napoli, dove da più di trent’anni la qualità dell’acqua, dell’aria e del suolo mette a repentaglio la salute dei residenti. Presutto ha, anche, chiesto l’intervento e il monitoraggio della situazione ambientale a Napoli est visto che in quell’area della città, dal 1985 a oggi, non sarebbe mai partita una vera e propria bonifica del territorio dopo la dismissione di diverse raffinerie a seguito dell’esplosione del deposito di carburante Agip. “Premesso che l’incidenza dei tumori, anche giovanili, nell’area di Napoli est è ben oltre la media nazionale, come confermano le numerosissime testimonianze dirette e quelle riportate su diversi organi di stampa e anche, da ultimo, dal rapporto Bes stilato dall’Istat nel 2018, secondo cui la provincia di Napoli e’ fra le province italiane a più alto tasso di incidenza di tumori del Paese – ha proseguito il senatore Presutto, chiedo ai ministri chiamati in causa: quali siano i livelli di inquinamento presenti nell’area orientale di Napoli e quali i rischi per le persone che abitano quelle zone; quali iniziative i Ministri in indirizzo, ciascuno per le proprie competenze, intendano adottare per verificare lo stato di avanzamento degli interventi di bonifica e comunque per accelerarne l’effettiva attuazione; se vi siano forme di monitoraggio continuo dell’inquinamento dell’aria e falde idriche e se siano stati approntati piani di bonifica che interessano il sito di Interesse Nazionale (Sin) nel suo complesso o, in alternativa, che prevedranno le dovute cautele nell’evitare che i lotti bonificati non vengano poi nuovamente inquinati da i territori limitrofi”.

Monica De Santis

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