Polizia, Gabrielli nomina commissione di verifica nel concorso-caos per vice ispettori

L’amministrazione lancia un segnale agli oltre 500 concorrenti che hanno fatto ricorso denunciando anomalie e clamorosi errori nei temi di molti candidati giudicati finora idonei. Incertezza sui poteri dei commissari

Una commissione di verifica per arginare la valanga di ricorsi e placare i sospetti di scarsa trasparenza sulla procedura concorsuale. Il capo della polizia Franco Gabrielli batte un colpo nel caos del concorso interno per vice ispettori, diventato una palude di carte bollate. E’ dello scorso 26 ottobre il varo di una commissione di verifica sugli elaborati (in basso il decreto). Una decisione che prende atto dei 491 concorrenti che hanno presentato ricorso al Tar e degli altri 66 che hanno fatto un ricorso straordinario al presidente della Repubblica. Tutti denunciando presunte anomalie e clamorosi errori nei temi di molti candidati giudicati finora idonei. Un ginepraio da cui l’amministrazione deve tentare di uscire. Permane però incertezza sui poteri dei commissari appena designati. “Secondo alcune fonti – afferma il Nuovo sindacato di polizia – la commissione avrebbe come unico scopo quello di verificare l’esattezza e la correttezza delle procedure concorsuali, secondo altre avrebbe il compito di riesaminare i soli elaborati relativi ai candidati che hanno presentato istanza di riesame o ricorso al Tar, altri ancora parlano di una riesamina di tutti gli elaborati dei candidati che hanno fatto la prova scritta ad eccezione di quelli l’hanno superata”. Ma intanto l’atto di Gabrielli lancia un segnale alle centinaia di ricorrenti. Anche per il “rischio di una generalizzata soccombenza”, con conseguente “rilevante danno erariale” se dovessero vincere la battaglia legale.

Gianmaria Roberti

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