Piemonte, accusa di voto di scambio politico mafioso: preso l’assessore Rosso (FdI)

Sono 8 gli arresti nell’operazione Fenice: l’ipotesi è di un’ingerenza della ‘ndrangheta nelle regionali del maggio scorso, documentati alcuni incontri

Ancora politici arrestati con accuse di rapporti mafiosi. In carcere stavolta finisce Roberto Rosso, assessore regionale del Piemonte di Fratelli d’Italia, ex Forza Italia. La Dda di Torino, nell’indagine condotta dalla guardia di finanza, gli contesta lo scambio elettorale politico mafioso con la ‘ndrangheta alle regionali del maggio scorso.
Rosso è tra le otto persone arrestate dalle fiamme gialle nell’ambito dell’operazione Fenice. “È sceso a patti con i mafiosi – afferma il pg torinese Francesco Saluzzo-. E l’accordo ha avuto successo“. Gli investigatori hanno documentato, anche con immagini, diversi incontri tra Rosso e alcuni presunti boss, tra cui Onofrio Garcea, esponente del clan Bonavota in Liguria. Secondo gli inquirenti, il politico ha versato in due tranche un totale di 7.900 euro, a fronte di una promessa di 15mila euro per un pacchetto di voti. A seguito dell’arresto Rossi si è dimesso da assessore  ai rapporti con il Consiglio regionale.

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