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Nuovo scandalo in Vaticano, si dimette il cardinale Becciu

Redazione by Redazione
5 Ottobre 2020
in Attualità, Notizie correlate
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Era Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Il gesto sarebbe legato all’affaire di un immobile di lusso a Londra. L’Espresso: “Per l’acquisto utilizzato l’obolo di San Pietro, il fondo di aiuto ai poveri. Con queste risorse, finanziata una coop del fratello del prelato”

All’orizzonte, si profila un nuovo scandalo finanziario in Vaticano. La ‘bomba’ scoppia all’ora di cena, con il Bollettino della Sala stampa vaticana. “Oggi, giovedì 24 settembre, il Santo Padre ha accettato la rinuncia dalla carica di Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi e dai diritti connessi al Cardinalato, presentata da Sua Eminenza il Cardinale Giovanni Angelo Becciu”. Da quanto si apprende, la decisione stata comunicata appena poco prima da papa Bergoglio a Becciu. Il cardinale sardo, dopo una carriera da nunzio apostolico, è stato a lungo Sostituto in Segreteria di Stato e al compimento dei 70 anni aveva ricevuto la berretta cardinalizia da Francesco, come prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi. La sua clamorosa rinuncia, appare collegata all’affaire dell’immobile di pregio della Segreteria di Stato a Londra, in Sloane Avenue, il cui acquisto era stato avviato nel periodo in cui lo stesso Becciu era il numero due del più importante dicastero della Curia romana, e su cui è da tempo in corso un’inchiesta della magistratura d’Oltretevere. Angelo Becciu, 72 anni, è stato per anni tra i prelati più influenti in Vaticano. Era stato Benedetto XVI, il 10 maggio 2011, a nominarlo sostituto per gli affari generali della Segreteria di Stato, succedendo all’arcivescovo Fernando Filoni. Il 31 agosto 2013 papa Francesco lo ha confermato nel medesimo ufficio. Il 2 dicembre 2016 l’ambasciatore francese in Vaticano Philippe Zeller ha consegnato all’arcivescovo le insegne di commendatore della Legion d’onore della Repubblica francese nel corso di una cerimonia svoltasi a Villa Bonaparte. A dimostrazione della forte fiducia nutrita verso di lui da papa Bergoglio, l 2 febbraio 2017 quest’ultimo lo ha nominato delegato speciale presso il Sovrano militare ordine di Malta per risolvere la crisi dell’Ordine. Il 20 maggio 2018, al termine del Regina Ceoli, papa Francesco ha annunciato la sua creazione a cardinale nel concistoro del 28 giugno di quell’anno ed il 26 maggio successivo lo ha nominato prefetto della Congregazione delle cause dei santi: è rimasto sostituto per gli affari generali della Segreteria di Stato fino al 29 giugno ed ha assunto il nuovo incarico il 1 settembre, succedendo al cardinale Angelo Amato. Becciu era finito al centro dell’inchiesta sull’immobile di lusso acquistato dal Vaticano a Londra, per un valore di oltre 200 milioni di euro, quando era sostituto alla Segreteria di Stato della Santa Sede. Più tardi, si era difeso dicendo che qualcuno aveva “approfittato della situazione”. Aveva però anche detto che neanche un penny dell’Obolo di San Pietro – il fondo raccolto per le opere di aiuto ai poveri – era stato usato per l’acquisto dell’immobile e che il palazzo si era “molto rivalutato dopo la Brexit”, sostenendo fosse stato un buon investimento per il Vaticano. Aveva infine rivelato di non essere personalmente indagato essendo stato autorizzato a procedere dai suoi superiori. L’inchiesta ha portato al sequestro di computer e documenti presso gli uffici della Segreteria di Stato e dell’Aif, e alla sospensione di cinque funzionari, tra cui il direttore dell’Aif Tommaso Di Ruzza e monsignor Mauro Carlino, segretario dello stesso Becciu.

Secondo L’Espresso, tuttavia, c’e’ anche l’utilizzo dei soldi dell’Obolo di san Pietro, fra i motivi delle improvvise dimissioni del cardinale. In un’anticipazione del numero in uscita oggi. Secondo il settimanale, c’era “un vero e proprio metodo che ha contraddistinto la Segreteria di Stato sotto la direzione del cardinale Angelo Becciu”. Cosa che non è piaciuta a papa Francesco. Becciu avrebbe affidato “l’intera cassa vaticana al finanziere Enrico Crasso, ex Credit Suisse”, il quale avrebbe “indirizzato gli investimenti vaticani verso fondi speculativi con sede in paradisi fiscali”. Inoltre, da sostituto della segreteria di stato, Becciu “avrebbe chiesto e ottenuto per ben due volte dalla Conferenza Episcopale Italiane e una volta dall’Obolo di San Pietro un finanziamento a fondo perduto in favore della cooperativa Spes, braccio operativo della Caritas di Ozieri, provincia di Sassari, di cui titolare e rappresentante legale è il fratello Tonino”.

Il cardinale Becciu, tuttavia, smentisce il contenuto dell’articolo pubblicato dall’Espresso, e incarica l’avvocato Fabio Viglione di tutelare la sua onorabilità in ogni sede. Il prelato intende tutelare la propria onorabilità, “così gravemente lesa – recita una nota – dalla propalazione di informazioni false, in ogni sede giudiziaria”. 

Tags: cardinale becciulondraobolo san pietroscandalo
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