No Renzi day, a Roma in 40mila per dire “No alla controriforma costituzionale”

Imponente manifestazione pacifica per le vie della capitale. Nel mirino il ddl Renzi-Boschi e le politiche del governo: “E’ una data che il presidente del Consiglio si dovrà scrivere sul calendario”

Oltre 40.000 persone in corteo, da piazza San Giovanni a Campo de’ Fiori, per dire “no alla controriforma” costituzionale del governo. A Roma va in scena il “No Renzi Day”. Un lungo serpentone colorato ha invaso le strade della capitale. La manifestazione, indetta dal Coordinamento No Sociale, si è svolta senza alcuna criticità. A sfilare contro le politiche dell’esecutivo varie forze del sindacalismo di base e della sinistra sociale e politica. I manifestanti hanno acceso fumogeni rossi e verdi ed erano molti i cartelli con la scritta “Io voto No” e l’immagine di una mano che intima lo stop. “Oggi è il ‘No Renzi Day’ – gridavano al megafono – una data che il presidente del Consiglio si dovrà scrivere sul calendario. In questi due giorni a Renzi è arrivato un segnale forte (dopo lo sciopero generale di ieri, ndr)”.

 

LE RAGIONI DELLA MANIFESTAZIONE – Per un “no alla controriforma” costituzionale del governo Renzi. A 24 ore dallo sciopero generale contro il ddl Boschi, oggi a Roma hanno sfilato organizzazioni sindacali di base, movimenti civili e sociali, partigiani. Tutti insieme per il “No Renzi day”, “nel nome del popolo sfruttato, precario, senza lavoro, impoverito, avvelenato”. Una grande concentrazione del dissenso alle politiche dell’esecutivo. I temi della mobilitazione: “L’applicazione dei principi e dei diritti della costituzione del 1948: il lavoro, la formazione e la scuola pubblica, la casa, il reddito, lo stato sociale e i beni comuni in mano pubblica, l’ambiente e la democrazia, la democrazia e la sicurezza sui luoghi di lavoro; La libertà e la sovranità democratica del popolo italiano, oggi sottoposta ad un vergognoso attacco da parte dei governi degli Usa, della Germania e dalla burocrazia della Ue; No alla controriforma costituzionale del governo, della confindustria, delle banche e dell’Unione europea; No al jobsact, alla precarietà sociale, alla buona scuola, alla legge Fornero, al decreto Madia, alla tav e alle grandi opere, alla persecuzione dei migranti, alla distruzione dello stato sociale, alle privatizzazioni, ai tagli alla sanità, agli interventi sulle pensioni a favore delle banche, al Ttip ed al Ceta; No alla guerra, alla Nato, alle spese e alle missioni militari, alla repressione padronale, poliziesca e giudiziaria”.

(Foto Fabrizio Tomaselli/Fb)

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