La Squadra Mobile esegue tre fermi dopo le indagini su una violenta esplosione di colpi in pieno giorno
Su delega della Procura della Repubblica di Napoli, la Polizia di Stato ha eseguito nel pomeriggio odierno un fermo di indiziato di delitto disposto dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea nei confronti di tre persone, tra cui una donna. Gli indagati sono ritenuti, a vario titolo, coinvolti in una violenta rissa, nel possesso e porto illegale di armi da fuoco e nell’esplosione di colpi in area pubblica, con l’aggravante del metodo mafioso.
L’intervento investigativo è scaturito dalle segnalazioni giunte nelle ore successive a un grave episodio di disordine avvenuto nella zona di piazza Montesanto, nei pressi della fermata della ferrovia Cumana. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, nella serata precedente si sarebbe verificata una colluttazione tra più persone, rapidamente degenerata fino all’utilizzo di armi da fuoco, con momenti di forte panico tra i presenti.
Nel corso delle verifiche immediate sul posto, gli agenti hanno rinvenuto un’arma lunga occultata sotto un’autovettura parcheggiata nelle vicinanze. Si trattava di un fucile mitragliatore AK-47 Kalashnikov, dotato di doppio caricatore già inserito e pronto all’uso.
Le indagini, sviluppate dalla Squadra Mobile sotto il coordinamento della DDA, hanno poi fatto leva sull’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona. I filmati hanno permesso di ricostruire le fasi della vicenda: dopo la rissa iniziale, alcuni soggetti si sarebbero allontanati e poi nuovamente presentati in piazza armati.
In particolare, dalle ricostruzioni emergerebbe che uno degli uomini abbia imbracciato il Kalashnikov muovendosi tra la folla con l’arma in pugno, mentre alcune persone presenti avrebbero tentato di calmare la situazione. Contestualmente, un altro individuo avrebbe recuperato una pistola da un veicolo a lui riconducibile ed esploso alcuni colpi in aria.
Il materiale video, successivamente diffuso anche attraverso social network e testate online da utenti presenti sul luogo, ha avuto un ruolo centrale nell’identificazione dei soggetti coinvolti. Nel giro di poche ore, gli investigatori sono riusciti a risalire ai tre fermati, mentre proseguono le attività per individuare ulteriori partecipanti alla vicenda.
Secondo quanto riferito, uno dei destinatari del fermo è un uomo di circa trent’anni che avrebbe fatto uso dell’arma da fuoco durante i momenti concitati; un secondo soggetto, classe 1987, sarebbe stato visto mentre si aggirava con il fucile d’assalto; la terza persona, una donna, è invece ritenuta coinvolta nell’occultamento di una delle armi utilizzate.
Gli inquirenti contestano ai fermati reati che vanno dalla rissa alla detenzione illegale di armi, fino agli spari in luogo pubblico, tutti aggravati dal metodo mafioso. Restano tuttavia in corso ulteriori accertamenti per definire il ruolo di altre persone che avrebbero preso parte agli eventi.
In passato, nell’ambito dello stesso contesto investigativo, era già stato arrestato un altro partecipante alla rissa, trovato in possesso di un’arma da fuoco presso la propria abitazione.
Le ipotesi investigative suggeriscono che la scintilla dell’episodio possa essere legata a contrasti maturati in attività illecite. Nonostante ciò, al momento non emergerebbero legami diretti con organizzazioni criminali strutturate della zona. Gli arrestati, pur con precedenti, sarebbero infatti considerati soggetti autonomi.
Il procedimento ora passa alla fase successiva, con la valutazione del giudice per le indagini preliminari sulla convalida dei fermi e la prosecuzione degli accertamenti da parte degli inquirenti.
Alessandro Manna
