Napoli, Ponticelli:  blitz polizia e carabinieri contro i clan che gestivano il business delle case popolari. 60 misure cautelari

Il provvedimento dispone per 57 persone la custodia cautelare in carcere, per 2 gli arresti domiciliari e per 4 il divieto di dimora nel comune di Napoli.

Operazione a Napoli dalle prime luci dell’alba contro la criminalità organizzata. Impegnati a Ponticelli, quartiere orientale della Città, oltre 200 uomini tra Carabinieri e Polizia.

Oltre 60 le misure cautelari notificate nei fortini della camorra. I reati vanno dall’associazione di tipo mafioso, all’estorsione alla detenzione di armi a vario titolo, legati al cartello camorristico denominato De Luca – Bossa – Casella – Minichini – Rinaldi – Reale attivo nella zona orientale del capoluogo.

Le indagini della Squadra Mobile di Napoli, del Commissariato di Ponticelli, del Nucleo Investigativo dei carabinieri sono partite nel giugno 2020 a seguito di varie segnalazioni riguardanti il business delle case popolari gestite dalla camorra. Migliaia di euro con annessa una quota di mantenimento, una sorta di affitto, da pagare al clan, per accedere e rimanere negli alloggi popolari. Non solo. Anche botte e violenze varie per costringere gli inquilini ad andare via anche se indigenti o con figli in tenera età.

Figurano Giuseppe, Anna, Emmanuel e Umberto De Luca Bossa, vertici dell’omonima famiglia malavitosa ma anche Alfredo, Martina e Michele Minichini, tra i 63 destinatari delle misure cautelari emesse dal gip su richiesta della DDA di Napoli.

Complessivamente il giudice ha disposto 57 custodie in carcere, due ai domiciliari e quattro divieti di dimora. Tre destinatari dei provvedimenti al momento mancano all’appello.

Le indagini sono suddivise in due segmenti: la prima parte risale all’aprile 2016 e prende spunto da un sequestro di sostanza stupefacente e di alcuni manoscritti trovati in una delle abitazioni in cui veniva gestita l’attività illecita del gruppo criminale. Successivamente, l’attività investigativa è stata ampliata e ha avuto particolare impulso, nel settembre 2020 dopo alcuni atti intimidatori nei confronti di cittadini del quartiere Ponticelli, ai quali venivano chieste somme di denaro in cambio del mantenimento o dell’ottenimento di alloggi popolari. È stato grazie a quest’ultimo segmento che è stato possibile documentare l’attuale permanenza del clan e delle relative attività illecite.

Tra i destinatari delle misure cautelari figurano anche Eduardo, Giuseppe e Vincenzo Casella, ritenuti a capo dell’omonimo gruppo camorristico e colui che è indicato il killer della famiglia, cioè Giuseppe Righetto.

Tra i sessantasei destinatari dei provvedimenti ci sono i vertici delle famiglie malavitose locali, dai De Luca Bossa ai Minichini, passando per i Casella.

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