Secondo quanto si apprende nell’edificio alloggia Antonio Lago, 48 anni, figlio di Giorgio Lago e nipote del boss Pietro Lago (scomparso nel 2014), scarcerato negli anni scorsi
Paura a Napoli, nel quartiere Pianura. Una forte esplosione ha mandato in frantumi l’ingresso di una palazzina di via Nabucco. La potente esplosione si è verificata ieri sera, intorno alle 23. Per fortuna lo scoppio non ha provocato feriti.
Secondo quanto si apprende nell’edificio alloggia Antonio Lago, 48 anni, figlio di Giorgio Lago e nipote del boss Pietro Lago (scomparso nel 2014), scarcerato negli anni scorsi. Lago jr è scampato ad un agguato a fine agosto 2023 quando i killer spararono in via Sartania per uccidere sia lui che un 25enne incensurato. Al momento non è chiaro cosa abbia provocato la deflagrazione. Sul luogo dello scoppio poco dopo sono intervenute le volanti della Polizia di Stato. Sull’accaduto sono in corso indagini da parte degli investigatori del commissariato Pianura.
Nella zona la Polizia di Stato ha eseguito nelle ultime ore 15 arresti nell’ambito di un’indagine anticamorra coordinata dalla Dda che hanno riguardato il gruppo malavitoso Carillo e il clan Esposito-Marsicano
Arrestati otto uomini e altri sette sono stati raggiunti in carcere dal nuovo provvedimento. Nel novero dell’operazione eseguita della squadra mobile anche due donne, finite agli arresti domiciliari. Tutti gli arrestati erano secondo gli inquirenti, le forze residue degli Esposito Marsicano e anche esponenti del clan rivale, quello dei Carillo, decimati dall’operazione di due anni fa nella quale finirono in cella più di trenta persone.
Le indagini sono partite dall’omicidio, rimasto ancora senza colpevoli, di Andrea Covelli, sequestrato, torturato e ucciso. Il suo cadavere fu trovato, sfigurato, in una selva. Tredici giorni dopo, nella retata della polizia fu arrestato anche il fratello. Fu un’estate di fuoco quella del 2022 per Pianura che vedeva contrapposti i due clan per il dominio delle piazze di spaccio e di altre attività tanto lucrose quanto illegali: è in questo contesto che ci fu il tentato omicidio di Antonio Gaetano, detto Biscotto, un baby boss a cui sembra che i capi, dal carcere, avessero dato il compito di riorganizzare le fila. Oggi il tentato omicidio è stato contestato ad un esponente dei Carillo. Il ragazzo fu poi ucciso l’anno dopo. Le altre accuse, contestate oggi, riguardano l’associazione di tipo mafioso, le estorsioni ai commercianti di Pianura fatte direttamente dalle celle del carcere via telefono, detenzione e porto d’armi da fuoco, spaccio di stupefacenti
