L’opera inaugurata dal sindaco Gaetano Manfredi celebra la storia del Napoli e punta alla riqualificazione dello stadio in vista di Euro 2032
Alla presenza del sindaco Gaetano Manfredi e dello street artist Jorit, è stata inaugurata oggi una nuova opera che arricchisce le pareti dello Stadio Diego Armando Maradona. Non si tratta soltanto di un intervento artistico, ma di un progetto che intende raccontare l’identità collettiva della città e il profondo legame tra Napoli, il calcio e i suoi protagonisti.

Il murale, contraddistinto dai celebri tratti “tribali” che caratterizzano lo stile di Jorit, si inserisce nel percorso di valorizzazione urbana trasformando lo stadio in uno spazio culturale aperto, fruibile quotidianamente da cittadini e visitatori. Un’opera che dialoga con la memoria sportiva e popolare, rendendo omaggio a figure che hanno segnato la storia del club e della città.
Nel corso della presentazione, il sindaco Manfredi ha sottolineato come il lavoro rappresenti un tributo non solo agli eroi calcistici del Napoli, ma anche un passo concreto verso il rinnovamento dell’impianto. L’obiettivo è rendere lo stadio più moderno, accogliente e all’altezza degli standard internazionali, anche in vista della candidatura come sede degli Europei di calcio del 2032. Un progetto ambizioso che punta a coniugare memoria e innovazione, restituendo centralità a un luogo simbolo della città.

Dal canto suo, Jorit ha evidenziato il valore emotivo dell’intervento, definendo lo stadio un “tempio” legato alla figura di Diego Armando Maradona. L’artista ha spiegato di aver voluto rappresentare volti nei quali i tifosi possano riconoscersi, creando un ponte tra generazioni. La selezione dei soggetti, infatti, è nata da un coinvolgimento diretto del pubblico attraverso i social, rafforzando ulteriormente il senso di appartenenza.

L’opera si propone così non solo come elemento estetico, ma come luogo di incontro e narrazione: uno spazio in cui la passione per il calcio si intreccia con la memoria familiare e collettiva, capace di trasformare una semplice visita allo stadio in un’esperienza condivisa e carica di significato.

