Napoli, il debito di 30 anni fa che strozza il Comune

L’onere finanziario è di competenza del governo e risale alla gestione post-terremoto

Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris ha deciso di scrivere una lettera al presidente del consiglio, Paolo Gentiloni sollecitando la convocazione di una riunione tecnica per trovare una giusta soluzione in merito al debito di 120 milioni di euro del consorzio Cr8. Una riunione, scritto una lettera “cortese e istituzionalmente franca” al presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, sul tema del debito del Cr8.  “Il Governo – ha affermato de Magistris – non può più rimandare la decisione perché il peso di questo debito risalente al 1981 e di competenza dello Stato ci impedisce di affrontare questioni importanti per la città”.  Secondo il sindaco “è arrivato il momento che il Governo chiarisca con i fatti e non a chiacchiere la sua posizione”. Una vicenda che andrebbe affrontata rapidamente. L’esecutivo non può lasciare solo l’ente di piazza Municipio. La nostra Città non può permettersi  un buco di bilancio per una storia, un contenzioso risalenti a oltre trent’anni fa, alla gestione commissariale della ricostruzione post-terremoto. il debito  risale al 1980 da quell’anno fino al 1996, quando c’è stata la gestione commissariale per il dopo terremoto, quella parta di debito sarebbe a carico dello Stato. Il debito ammonta a 85 milioni. si arriva a 120 perché quando scatta il pignoramento viene applicata una penale del 50% sull’intera somma. Dal 1996 la gestione post-terremoto ai Comuni e l’amministrazione di Palazzo san Giacomo dovrebbe dare di parte sua poco meno di 9 milioni.  L’onere finanziario è di competenza del governo centrale,  non può gravare sulle  casse dell’Amministrazione comunale, già alle prese con la riduzione dei trasferimenti statali. Il fallimento di Palazzo San Giacomo sarebbe un disastro per i cittadini napoletani in prima istanza e per l’indotto di migliaia e migliaia di persone che, direttamente o indirettamente, lavorano con il Comune.

                                                                                                                                          Ciro Crescentini

(Foto di Antonio Capuozzo/ufficio stampa comune di Napoli)

 

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