La tragedia iniziò per una macchia sulle sneakers: la Corte conferma la pena e invia un chiaro segnale ai giovani
Un gesto banale, una tragedia senza ritorno. La Corte d’Assise d’Appello di Napoli ha confermato oggi l’ergastolo per Francesco Pio Valda, ventenne accusato di aver sparato a Francesco Pio Maimone, 18 anni, il 20 marzo 2023 sul lungomare partenopeo. Tutto è iniziato da una macchia sulle costose sneakers di Valda, forse da un piede o da qualche goccia di drink. La reazione del giovane è stata immediata e fatale: alcuni colpi di pistola hanno tolto la vita al pizzaiolo, che poco prima stava mangiando noccioline con un amico davanti a uno chalet.
Durante l’udienza, Valda ha provato a esprimere il suo pentimento: “Credete in me ora che ho capito cosa ho combinato: non sono un fenomeno”.
Ma la famiglia della vittima non ha voluto sentire ragioni. “Parole arrivate dopo 32 mesi di sofferenza e un video-sfottò che ci ha ferito ancora”, ha detto Maimone. “Il perdono deve chiederlo a Dio e alla città di Napoli, non a me”.
Secondo l’avvocato della famiglia, Sergio Pisani, la sentenza è un monito per i giovani: “Chi sceglie la violenza paga per le proprie azioni”.
Confermate anche le pene per i familiari di Valda: la cugina Alessandra Clemente (due anni e sei mesi), la nonna Giuseppina Niglio (quattro anni e sei mesi) e Pasquale Saiz (quattro anni). Ridotta la pena di Salvatore Mancini, da quattro anni a due anni e mezzo, per il mancato riconoscimento dell’aggravante mafiosa.
Red
