Napoli: borseggiatori padroni sui treni della linea 1

 

E non funzionano neanche i telefonini per avvisare le forze dell’ordine

I borseggiatori continuano ad agire  sui treni della Linea 1 della Metropolitana di Napoli (quella che va da Piscinola a piazza Garibaldi) approfittano  della folla sui treni negli orari di punta per rubare soldi e oggetti di valore. Le vittime sono soprattutto gli anziani. Centinaia di denunce e di segnalazioni da parte dei cittadini non sortiscono effetto. Indifferente l’amministrazione comunale di Palazzo San Giacomo, ente proprietario dell’Anm, azienda che gestisce la Metropolitana. Significativo il commento su Facebook di Federica Fiocca,  dirigente sindacale della Cgil Funzione Pubblica di Napoli: “Nella metro linea 1 di Napoli si aggira un signore dall’apparenza distinta , di solito indossa un abito grigio e porta un impermeabile poggiato sul braccio, ruba telefoni e soldi dalle tasche. Io oggi me ne sono accorta ed è fuggito . Bisogna stare molto attenti però, non posso esserci sempre Io a proteggere i passeggeri. E non finisce qui. Solo sui treni della Linea 1 non funzionano i telefoni cellulari, strumenti utili per avvisare le forze dell’ordine. Un servizio che viene garantito senza alcun problema sui treni della Circumflegrea gestito dall’Eav e i treni metropolitani delle Ferrovie dello stato.  Un progetto approvato dalla giunta comunale di Napoli del 21 febbraio del 2015 si è rivelato una promessa.  Il progetto prevedeva la realizzazione di impianti di telecomunicazione mobile all’interno della Linea 1, atti ad ospitare tutti gli operatori concessionari di licenza. L’azienda partecipata Napoli Holding srl, in base al contratto di comodato d’uso dell’infrastruttura di rete metropolitana doveva definire un apposito schema di contratto con gli operatori per il pagamento di un canone per l’utilizzo degli spazi di proprietà comunale. Tutte le società concessionarie di licenza, H3G spa, Telecom Italia Mobile, Vodafone Italia, Wind Telecomunicazioni spa, presentarono offerte e progetti all’Ente di piazza Municipio per realizzare a proprie spese gli impianti. A fronte dell’utilizzo dei necessari spazi tecnici per ospitare le infrastrutture, gli operatori si impegnarono a corrispondente al Comune di Napoli un canone annuo. E allora perché nulla è stato fatto?

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