Dramma tra Monza, Torino, Catania e Roma: cadute da impalcature, schiacciamenti e incidenti in cantiere. In sette mesi del 2025 già 432 denunce di infortuni mortali secondo l’INAIL
È stata una giornata nera per la sicurezza sul lavoro in Italia, con quattro operai morti in poche ore da Nord a Sud. Incidenti distinti, ma accomunati da un unico tragico filo conduttore: la mancanza di tutele e la pericolosità ancora troppo diffusa nei luoghi di lavoro.
Torino: operaio di 69 anni precipita da una gru
Il primo incidente si è verificato alle prime luci dell’alba a Torino, in via Genova. Un operaio di 69 anni di origini egiziane ha perso la vita cadendo da un cestello montato su una gru, da un’altezza di oltre 12 metri. L’uomo stava lavorando in un cantiere insieme a un collega, rimasto illeso ma in stato di shock. A colpire non è solo la dinamica, ma anche l’età della vittima: “È inaccettabile che a 69 anni si lavori ancora in quota, in condizioni così pericolose”, ha denunciato Sarah Pantò, segretaria della CGIL Torino.
Catania: 53enne cade da un’impalcatura
A Riposto, in provincia di Catania, un operaio di 53 anni ha perso la vita dopo una caduta da un’impalcatura mentre era impegnato nell’ampliamento di un capannone industriale. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo – residente a Santa Venerina – avrebbe perso l’equilibrio, precipitando da oltre otto metri. I soccorsi del 118 sono stati inutili: l’operaio è morto sul colpo.
Monza: 48enne schiacciato da un macchinario
Nel Monzese, all’interno della ditta Gusberti, specializzata nella produzione di valvole industriali, un operaio di 48 anni è stato ritrovato in arresto cardiaco con gravi traumi da schiacciamento. Secondo i primi accertamenti, l’uomo sarebbe rimasto incastrato in un macchinario. Anche in questo caso, i soccorsi non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.
Roma: incidente mortale sulla banchina del Tevere
Infine, a Roma, un operaio è morto schiacciato da un muletto durante un’operazione di carico e scarico sulla banchina del Tevere, all’altezza di piazza Trilussa. L’uomo, dipendente di una ditta di trasporti, stava cercando di agganciare un mezzo quando sarebbe caduto lateralmente, rimanendo travolto dal macchinario.
Un bilancio inaccettabile: 432 morti nei primi 7 mesi del 2025
Secondo i dati forniti dall’INAIL, nei primi sette mesi del 2025 sono state 432 le denunce di infortunio mortale sul lavoro. Un dato che, seppur leggermente inferiore al 2024 (-3 vittime), resta comunque allarmante e superiore a quelli del 2023 (+4) e del 2022 (+21). Un fenomeno che continua a essere definito una vera e propria strage silenziosa, e che evidenzia la necessità urgente di una riforma strutturale in materia di sicurezza sul lavoro. “Il lavoro non può continuare a uccidere. Serve un cambiamento radicale e immediato”, ha ribadito ancora una volta la CGIL.
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