Miseria della politica, Sinistra e Verdi pronti per l’ammucchiata e salvare le poltrone

L’intesa travolta da ondate di critiche e contestazioni

Sinistra italiana di Nicola Fratoianni  e i Verdi di Angelo Bonelli  prenderanno parte all’ammucchiata insieme a Letta, Calenda, Brunetta, Renzi, Mastella, Gelmini e Carfagna. L’intesa è stata sancita oggi pomeriggio. Definita anche la spartizione di posti, seggi e  collegi elettorali. Il rapporto tra Pd e Si-Verdi sarà di 80 a 20 scomputando le candidature per le altre forze in coalizione.

Fratoianni, travolto da critiche e contestazioni sui social da parte dei militanti della sua organizzazioni si è giustificato con il solito delirio contro il centrodestra, agitando lo spauracchio dei nemici della Costituzione dietro l’angolo. Per l’allievo di Nichi Vendola è importante costruire una campagna elettorale “per evitare che l’estrema destra prenda il governo del Paese tra blocchi navali e razzismo, dobbiamo batterci contro chi vuole frammentare il Paese accentuando le differenze e chi ha applaudito l’affondamento del ddl Zan”. Bonelli dei Verdi ha spiegato che sente la responsabilità “di salvaguardare la Costituzione rispetto a una destra estrema che la vuole cambiare”.

L’accordo ha scatenato un’ondata di critiche e reazioni negative. Significative, eloquenti le dichiarazioni del prof Emiliano Brancaccio, economista, intellettuale di riferimento del pensiero critico in Italia

Emiliano Brancaccio

Nel febbraio 2021 pubblicai un articolo sul Financial Times e rilasciai alcune interviste in cui criticavo il clima generale di euforia intorno al neo-premier Mario Draghi – sottolinea Brancaccio – In quei giorni mi contattò, tra gli altri, Nicola Fratoianni, per propormi di assumere il ruolo di consigliere economico di Sinistra Italiana, che si era situata all’opposizione del nuovo governo. Come del resto ho fatto in questi anni per proposte anche più significative di incarico o candidatura provenienti da altre parti, pure quella volta decisi di ringraziare e rifiutare – aggiunge Brancaccio – Se ora Sinistra Italiana sottoscrive un accordo elettorale con il PD e con le vecchie ancelle di Confindustria chiaramente incardinato sulla retriva “agenda Draghi”, avrò un piccolo motivo ulteriore per ritenere di aver fatto bene a respingere anche la gentile proposta di Fratoianni. La lista degli intellettuali buoni per tutte le stagioni é già lunghissima. Non c’è alcun bisogno di aggiungere un altro nome”.

Marco Rizzo

Durissimo Marco Rizzo, esponenti di Italia Sovrana e Popolare non usa giri di parole nel commentare l’ammucchiata: “Fratoianni deve salvare l’apparenza. Gli rivolgerei il saluto se una volta nella vita avesse uno scatto di dignità. Avete visto gli occhi terrorizzati di Fratoianni? – domanda – Si vede che è in ballo il suo posto”. “E non è che la Meloni con il centrodestra siano meglio – precisa – Hanno votato tutti, dalla leader di Fdi a Conte per le sanzioni, l’invio di armi, la guerra; hanno inciso su temi di politica estera che hanno una ricaduta disastrosa e diretta sull’economia e sulla società italiana di proporzioni mai viste dal dopoguerra in poi. E se la sono suonata e cantata – incalza – cambiando la legge elettorale a maggio, costruendola come abito su misura su tutti i partiti da Azione di Calenda a Lupi, esonerati dalla raccolta firme. Il consiglio che gli do è di fare un unico partito con la Meloni, perché noi siamo un’altra cosa. Infatti – sottolinea – noi a differenza loro dobbiamo tirare su 50mila firme, ma non ci spaventiamo; La nostra alleanza politica le sta raccogliendo al di là di quanto prevedono i sondaggi pilotati. Siamo all’opera da un giorno e mezzo ed oggi abbiamo già terminato a Bologna”.

Durissima la reazione di Luigi De Magistris portavoce di Unione Popolare:  “Le facce di Fratoianni e Bonelli sono più serene, hanno ottenuto le due poltrone che li appagano. In ammucchiata con Brunetta, Gelmini, Carfagna, Calenda, Di Maio, Renzi, Mastella, Letta: nel partito della guerra, degli inceneritori, delle cricche. Non chiamateli rosso-verdi” –  scrive su Twitter de Magistris

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