Migranti, il professor La Nave: “l’Europa non vuole lo sviluppo dell’ Africa ma un esercito di schiavi”

Riceviamo e pubblichiamo volentieri l’intervento del professor Gaetano La Nave, docente Universitario in Storia del Mediterraneo e Storia delle Relazioni Internazionali, a proposito di Aquaris, Ong, migranti, trafficanti di schiavi

Distacco nel vedere le cose, sempre. Quelli sulla nave Aquarius sono solo comparse, pedine, poveri Cristi. La partita vera in realtà è ben altra, e si vede in queste ore, e riguarda il controllo delle rotte, quelle trans-sahariane e quelle marittime infra-mediterranee; il traffico “legale” e illegale di esseri umani; e i pesi politici tra Stati europei, e non solo, all’interno dello scacchiere euro-mediterraneo.

Innanzitutto sarebbe curioso sottolineare come la nave Aquarius, di fabbricazione tedesca, è stata acquistata e riconvertita per “uso salvataggio in mare” dalla ong francese SOS Méditerranée appena due anni fa, e che la stessa ong era stata fondata l’anno prima attraverso il cospicuo finanziamento di un gruppo di parlamentari socialisti e di cosiddetti “radicali di gauche”, gruppi all’epoca entrambi sostenitori della presidenza Hollande, e tutti transitati poi in “En Marche!” la formazione di Macron. Così capiamo anche la presa di posizione odierna. Nessuna dietrologia ma atti pubblici, compreso i finanziamenti e il bilancio annuale dell’Aquarius con costi pari a circa 4 milioni di euro per il 98% finanziato da privati. Da notare come gli stessi parlamentari ovviamente hanno poi sostenuto Macron per la corsa vittoriosa alle presidenziali. Se poi aggiungiamo che sulla nave è presente il personale dell’altra e celebre ong “Médecins sans frontières”, nato come strumento di penetrazione francese neocoloniale durante gli anni della Françafrique, e fondata dal socialista Bernard Kouchner, più volte ministro, dall’era Mitterand fino ai governi Fillon con l’incarico agli Esteri negli anni della presidenza Sarkozy, personaggio eclettico, e buono per tutte le stagioni.Uomo che ha ricoperto incarichi come è noto di primo piano, a partire dal Kosovo dove svolse il ruolo di Alto Rappresentante del Segretario generale dell’ONU, e fu all’epoca accusato dal magistrato e parlamentare svizzero, nonché membro del Consiglio d’Europa, Dick Marty, di coprire il traffico illegale di organi che avveniva nel Balcani, per carità mai accertato, e primo sostenitore della candidatura di Macron. Devo dire, tornando alle cronache dei nostri tempi ma con uno sguardo rivolto alle lezioni della storia, se Cicerone reputava la storia “maestra di vita”, Gramsci vi aggiunse che in realtà la “storia ha cattivi allievi”.

Non ci deve dunque meravigliare che esiste,purtroppo e va combattuto, il traffico di esseri umani dall’Africa all’Europa e le ondate migratorie si stanno tramutando in questo, del resto la tratta degli schiavi è stato un fenomeno endemico presente lungo i secoli tra le due sponde del nostro amato Mediterraneo, non quindi un processo storico esclusivamente trans-atlantico come erroneamente si tende a pensare, e che coinvolse secondo stime storiche tra i 30 e i 50 milioni di uomini, fu abolita appena due secoli fa, e gli ultimi a farlo furono proprio i francesi, e lo fecero come è noto, soltanto dopo le pressioni internazionali, e la presa d’Algeri che sancì l’avvio della stagione coloniale. Senza contare ancora oggi la penetrazione francese in Africa. Basti pensare che ben 14 stati del continente adottano come moneta ancora il Franco CFA con un cambio fisso oggi ancorato all’euro, garantito attraverso la mediazione non della Banca Centrale Europea ma dal Tesoro Francese, e oggi oggetto di discussione da parte di numerosi studiosi per la sua poco flessibilità rispetto ad economie arretrate 

In realtà quello che manca, e di cui nessuno parla, è in realtà una politica straordinaria di cooperazione e d’investimento per l’Africa, il continente del futuro, da parte dell’Europa, se esiste, e delle stesse Nazioni Unite. Un piano d’intervento coordinato. Una politica che affronti così le emergenze sanitarie, l’istruzione, le infrastrutture e costruisca le condizioni per uno sviluppo sostenibile dell’intero continente senza depredare ulteriormente risorse. Perché non avviene?Perché in realtà come scrisse già il buon Marx, trasferire conoscenza, fattori produttivi, può significare costruire potenziali concorrenti nell’economia internazionale del domani,modificandone le gerarchie, come già accaduto per India e Cina; e allora è meglio avere sempre parafrasando Marx un “esercito industriale di riserva” che giunge sulle coste europee, magari dopo aver pagato intermediari, mercanti, strutture parallele di servizi, dando così vita a una ” proficua Shock Economy” che può stimolare e spostare – data l’emergenza ormai strutturale – risorse pubbliche ferme, pensiamo nel merito ai cospicui finanziamenti europei stanziati, e che può al contempo servire per far abbassare costi e salari, ed essere utilizzato per temporanee e cicliche fasi di espansione in alcuni settori produttivi, proprio come vediamo in alcuni comparti a partire da quello agricolo, che è notoriamente e in sé ciclico perché strettamente correlato alle fasi stagionali.

                                                                                             *Gaetano La Nave

* Docente Universitario in Storia del Mediterraneo e Storia delle Relazioni Internazionali

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