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Maxi confisca da 80 milioni, colpo all’impero dei Righi. I pm: “Riciclano soldi della camorra”

Redazione by Redazione
5 Maggio 2016
in Attualità
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I tre fratelli accusati di lavare a Roma il denaro del clan Contini e altri sodalizi criminosi. Il provvedimento gli sottrae 28 esercizi commerciali di ristorazione, ed immobili, veicoli e conti correnti

Partendo dalla gestione della piccola pizzeria del padre a Napoli in via Foria, si erano trasferiti negli anni ’90 nella Capitale, dove in poco tempo erano diventati proprietari di fatto di una holding di società attive nella gestione di numerosi ristoranti-pizzeria delle principali vie del centro storico. I carabinieri di Roma hanno confiscato 80 milioni di euro in beni agli imprenditori Luigi, Antonio e Salvatore Righi e di Alfredo Mariotti, i primi tre arrestati nel gennaio 2014 nel contesto dell’indagine nota come come Pizza Ciro. Per gli inquirenti il volume d’affari era palesemente sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati dai ristoranti.

 

 

Il provvedimento si basa sula pericolosità sociale dei destinatari, fondata sul loro coinvolgimento in traffici gestiti dalla camorra. I beni, già sottoposti a sequestro di prevenzione nel gennaio 2014 su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, sono attualmente gestiti dagli amministratori giudiziari nominati dal Tribunale. Il procedimento di prevenzione si innesta nel contesto di una complessa ed articolata indagine avviata autonomamente dal Nucleo Investigativo Carabinieri di Roma, convenzionalmente denominata “Margarita”. Sull’ascesa imprenditoriale della famiglia Righi grava il sospetto del coinvolgimento nel sequestro di persona a scopo di estorsione di Luigi Presta, avvenuto a Napoli nel 1983. All’epoca, Ciro, la moglie e i figli Luigi, Salvatore e Antonio Righi furono arrestati, poiché accusati di aver riciclato parte del riscatto di un miliardo e settecento milioni di lire pagato dalla famiglia del gioielliere per ottenere la liberazione del loro congiunto; a conclusione di un tortuoso iter giudiziario, Luigi e Salvatore furono condannati per riciclaggio. I fratelli Righi sono considerati stabili riciclatori per conto del clan Contini, ai cui dirigenti Giuseppe Ammendola e Antonio Cristiano, Salvatore Righi corrispondeva periodicamente somme di denaro contante, costituenti il provento delle attività riciclatorie svolte per conto del clan. Il vincolo con il clan Contini non avrebbe impedito peraltro ai Righi di proporsi quale punto di riferimento sulla Capitale per altri sodalizi camorristici, prescindendo dagli equilibri e delle alleanze tra i vari clan napoletani; del resto l’esperienza investigativa ha spesso evidenziato come ai riciclatori non venga richiesto quell’impegno di fedelta’ esclusiva normalmente preteso dagli affiliati appartenenti alle componenti militari dei clan. A Napoli la famiglia Righi ha negli anni mantenuto delle basi operative rappresentate da alcuni locali e dal Centro Sportivo e dalla Società Sportiva “Mariano Keller”, titolare di una squadra di calcio attualmente militante nel campionato di Serie D girone H.

 

LA CONFISCA – Il provvedimento di confisca ha un valore complessivo di oltre 80 milioni di euro e riguarda in particolare: 28 esercizi commerciali di bar/ristoranti/pizzerie, ubicati a Roma (24), Napoli e Provincia (3) e Gabicce Mare (1); 41 beni immobili ubicati in Roma (16 fabbricati), Napoli (12 fabbricati), Caserta (5 fabbricati), Benevento (7 terreni), Rieti (1 terreno); 385 rapporti finanziari/bancari; 76 veicoli, di cui 57 autovetture, 1 roulotte, 18 motocicli; 77 societa’ titolari di parte dei suddetti beni; 300mila euro di denaro contante rinvenuti nel corso delle operazioni.

Tags: camorraClan Continiconfiscafratelli righipizza ciropizzeria
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